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  • Dalla lontana Amazzonia, p. Benedetto ci descrive il suo impegno per salvare tanti giovani dalla droga:
    Qui in Amazzonia sono impegnato con una attivitá pastorale e sociale che organizza comunitá terapeutiche per persone tossicodipenti o con altre forme di disagio sociale legato alla mancanza di speranza.
    Le persone accolte hanno la possibilitá di ricominciare a vivere recuperando la propria dignitá.
    Nella diocesi dell’Alto Rio Negro “São Gabriel da Cachoeira”, il territorio con la percentuale piú alta di etnie indigene dell’Amazzonia, la piaga sociale piú grande é l’alcolismo, il traffico e l’ uso di sostanze psicoattive, a causa delle incursioni di narcotrafficanti, ricercatori di oro, oltre alle forze militari che fanno uso e diffondono bevande alcooliche distillate.
    La “Fazenda da Esperança di São Gabriel da Cachoeira” é un segno di cura e liberazione per le molte famiglie che toccano con mano gli effetti di questi problemi sociali. Puó ospitare fino a 40 persone divise in 3 case. I lavori  proposti per la terapia e il mantenimento economico della struttura sono legati alla piccola fattoria (allevamento di maiali, galline, anatre, coltivazione di ortaggi,) e al panificio.”
    P. Benedetto, uno di noi, della nostra parrocchia, sta lottando in una zona lontana, all’altro capo del mondo, per salvare tanti giovani. Un grido di aiuto che non può restare inascoltato.
    Fraternità Missionaria devolverà a questo progetto l’intero importo del 5 x 1000 relativo al 2024 pari a euro 5.719,40.
    Grazie a chi ha destinato il 5 x 1000 a F.M., tanti giovani potranno uscire dal tunnel della droga e avere un futuro.
    Mosè Pagnin

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  • Il video intitolato “L’acqua è vita” realizzato dalla Caritas di Mongo, inviatoci da p. Franco, ci mostra nella sua cruda realtà i problemi connessi all’acqua in quella zona.
    Il titolo di questo video esprime e riassume quanto racconta con le immagini: la drammaticità di quella situazione, la lotta e l’impegno di tutta la comunità per cercare l’acqua, conservarla, utilizzarla nel quotidiano, perché l’acqua è vita.
     Un video tutto da guardare, che ci fa meditare e ammirare come p. Franco affronta i problemi da 60 anni. 

    L’originale del video è con voce narrante fuori campo in francese con sottotitoli in francese (di youtube). In considerazione del valore del video, riteniamo utile offrire l’opportunità di vederlo con i sottotitoli in italiano. I sottotitoli sono del traduttore automatico di youtube, per cui vi è qualche imperfezione, comunque trascurabile. La voce narrante è sostituita con della musica.

    Mosè Pagnin

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  • “LA GRANDE VISIONE
    “, così chiama p. Franco il suo progetto, non visionario, ma concreto, per far sì che le attività avviate possano durare in modo continuativo per dare un futuro alle popolazioni del Ciad.
    Nasce così l’idea di creare un a struttura, “Caritas Mongo”, con un Consiglio Direttivo formato da Ciadiani, provenienti dalle varie parrocchie di Mongo, con il preciso scopo di esaminare, proporre e verificare l’attuazione di progetti, condividendo le decisioni con le associazioni partner.
    Una struttura che si prefigge di gestire non un mero sussidio economico-finanziario proveniente da varie associazioni o ONG, fine a se stesso, i cui effetti si estinguono al cessare dell’aiuto, ma una struttura deputata a gestire la fornitura di strumenti e mezzi che i vari partner possono fornire, per realizzare i progetti.
    Responsabilizzazione e coinvolgimento degli stessi attori ciadiani quindi, che non saranno soggetti passivi, ma dovranno  gestire in proprio i grandi progetti, “affinché li sentano come propri e se ne assumano la responsabilità a lungo termine”, dice p. Franco.
    Una impostazione già creata da p. Franco e che ora vuole istituzionalizzare su vasta scala, con l’obiettivo di fare uscire le popolazioni locali  dalla situazione di mero assistenzialismo, ma coinvolgerle nella costruzione del proprio futuro.
    Una visione che viene da una vita di esperienza di p. Franco, che nel corso degli anni ha saputo realizzare grandi progetti valorizzando il supporto di collaboratori locali
    Ad oggi la federazione delle Banche di Cereali, che ne conta 354, e provvede alla costruzione di pozzi, alla realizzazione di piccole dighe , alla costruzione in 4 laboratori di aratri ed erpici, all’assistenza agli apicoltori, alla gestione di 3 dispensari, al coinvolgimento di un migliaio di bambini all’ecologia, alla gestione dell’orto botanico, all’aiuto ai rifugiati sudanesi.
    “Tutte queste opere hanno creato un bellissimo clima di amicizia con le popolazioni musulmane che rappresentano il 97 per cento della popolazione, considerano la Chiesa cattolica come la migliore amica del popolo.” sottolinea p. Franco.
    Mosè Pagnin

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  • Ancora una richiesta di aiuto dal profondo Kenya, dove, lontano dai posti turistici, permangono situazioni di grave difficoltà e di abbandono.
    In un messaggio a nostro presidente, don Onesimus, responsabile del centro di aiuto e di formazione, chiede il nostro aiuto:
     “…In Kenya un’ampia fascia della popolazione vive con meno di 1 dollaro al giorno (UNDP 2021. Questo fenomeno tocca anche Dundori, un piccolo centro rurale a 2750 m di altitudine, a circa 150 km da Nairobi, …Nel 2022 è stata creata la St. Cecilia Child Welfare Foundation, a sostegno di bambini di famiglie in difficoltà.”
     “…Per completare la nuova cucina manca l’allestimento della parte panetteria. La produzione del pane è importante, e per questo serve un forno adatto per una popolazione del centro di 600 persone.”
    Quanto sia importante avere il pane, lo capiamo da chi non ce l’ha.
    Una richiesta di aiuto che non è rimasta inascoltata.
     “Dobbiamo ringraziare l’ing. Enrico Franzolin, presidente della UNOX di Cadoneghe, per la sensibilità dimostrata a fronte di queste situazioni drammatiche, per aver donato per la terza volta un forno per grandi comunità” dice il presidente Sergio Mirandola.
    “Questo dono sarà di immenso valore per la scuola.  Vi ringraziamo di cuore. Che il Signore continui a benedire la vostra missione e tutti coloro che hanno contribuito a questa donazione.  don Onesimo”
    M.P.

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  • In Kenya sopravvivono ancora immagini incredibili di una dura realtà: bambini abbandonati dai genitori perché disabili.

    “… Nella cultura del popolo Samburu, si crede che un bambino con disabilità sia di cattivo presagio o sia una maledizione per la famiglia. E così vengono trascurati o abbandonati.  Alcuni di loro non sono autosufficienti e hanno bisogno di aiuto per nutrirsi, vestirsi, muoversi.
    …Grazie al vostro supporto sono riuscita ad acquistare mais, fagioli, riso, miglio, olio da cucina, calzini, verdure, pane e bevande. Grazie per i bambini che serviamo.
    Suor Jane.”

    “I bambini che serviamo: è l’espressione che suor Jane usa con naturalezza, ma che ci mostra la grandezza di queste suore al servizio di bambini abbandonati.
    Una comunità che ha bisogno di tutto e il nostro piccolo contributo è solo una goccia in questa realtà.
    Il loro grazie ci fa sentire piccoli di fronte a quanti dedicano sé stessi a soccorrere chi è nel bisogno.
    Il nostro sostegno continua, ma c’è bisogno anche del tuo aiuto.

    Mosè Pagnin

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