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  • Aiutare le giovani donne non scolarizzate a raggiungere l’emancipazione, a conoscere i propri diritti e doveri, oltre ad acquisire competenze utili al proprio sostentamento quotidiano: questo l’obiettivo del progetto “foyer des fammes et des filles” del vicariato di Lagon diocesi di Pala-Ciad, in un territorio che comprende 60 villaggi per più di 100.000 abitanti.
    Dopo il primo anno 2019-20 che ha visto la partecipazione di una trentina di donne, il numero è cresciuto rapidamente negli anni successivi.
    “Il 2022-23 è stato l’anno della svolta per il nostro centro”, dice p. Benoit.
    Grazie all’associazione “Insieme si può” di Belluno si è potuto realizzare una struttura per ospitare i corsi e le attività si sono moltiplicate fino a raggiungere circa 400 partecipanti.
    E’ sorto così il problema dove alloggiare le ragazze dei villaggi vicini.
    Grazie all’aiuto di Fraternità Missionaria di 12.450 euro è stato possibile costruire due dormitori, oltre al pozzo già realizzato con la donazione di 4.030 euro della signora F.P. di Cadoneghe.
    Visto la grande partecipazione, l’obiettivo per il 2023-24 è di intensificare i vari corsi: di cucito, di alfabetizzazione, di orto, sulla trasformazione dei prodotti locali di puericoltura, di igiene famigliare, di economia domestica, sui diritti e doveri delle donne, di pronto soccorso e infine il corso triennale per infermieri.
    L’impegno continua. “chi educa un bambino educa un uomo, chi educa una bambina educa un popolo”.
    Don Benoit Lovati, responsabile del progetto, sarà tra noilunedì 2 ottobre ore 21.00 nel salone del centro parrocchiale, per incontrare e ringraziare i soci.
    Ti aspettiamo.

    Mosè Pagnin

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  • ” EDUCAZIONE E FUTURO PER LE DONNE DEL CIAD”
    Obiettivo del progetto è liberare le bambine e le adolescenti della diocesi di Pala in Ciad, dalla condizione di sottomissione a cui sono soggette. In quell’area subsahariana, le bambine sono considerate un peso di cui liberarsi.
    Diventano così vittime di matrimoni e gravidanze precoci e ravvicinate. La media è di 8 figli, con grossi rischi sia per se stesse che per i bambini.
    Secondo l’Unicef, la percentuale di donne sposate o andate a convivere prima dei 18 anni è del 68%. 
    Per aiutare queste giovani ad avere la coscienza e la maturità che consenta loro di raggiungere finalmente dignità e indipendenza, l’unica via è l’istruzione e la formazione, sia umana che per lo sviluppo familiare e professionale.
    Un progetto che vede coinvolta la parrocchia di Bissi Mafou con don Benoit Lovati, nella diocesi di Pala, mediante la realizzazione di una struttura, capace di accogliere le ragazze di 60 villaggi circostanti, nella quale organizzare i corsi di istruzione e formazione.
    Fraternità Missionaria, grazie alla donazione di 4.030 euro della signora F.P. che ha voluto restare anonima, ha contribuito alla costruzione del pozzo necessario per la struttura e per la comunità.

    Il pozzo profondo 64 mt., è ora una realtà.
    Rimane da finanziare la realizzazione della struttura per un importo previsto di 43.000 euro.

          Obiettivo del progetto:

    Realizzazione di un Centro di formazione con la partecipazione dell’associazione “Insieme si può”ONLUS, per le ragazze dai 14 anni in su e giovani donne analfabete e/o poco scolarizzate della Prefettura di Lagon. Beneficeranno i 60 villaggi coinvolti per una popolazione totale di circa 70.000 persone. Si prevede che annualmente almeno un centinaio di ragazze e giovani donne parteciperanno alle attività del centro.
    Obiettivi specifici
    Alfabetizzazione • Educazione alla Vita e all’Amore  • Diritti umani, in particolare i diritti e doveri della donna, Salute e igiene • Economia domestica • Puericoltura • Alimentazione • Taglio e cucito • Ricamo • Elementi di base di agricoltura e allevamento di animali domestici , Attività generatrici di reddito. L’atelier di taglio e cucito è già stato realizzato dall’associazione “Insieme si può”ONLUS”
    ” EDUCAZIONE E FUTURO PER LE DONNE DEL CIAD” è Il progetto che Fraternità Missionaria presenta nella piattaforma digitale “ForFunding di Banca IntesaSanPaolo: strumento che offre alle associazioni di volontariato la possibilità di sensibilizzare un ampio numero di persone oltre a coloro che ci seguono costantemente. Una opportunità che la nostra associazione ha voluto cogliere.
    Ognuno potrà verificare online su questa piattaforma lo stato delle donazioni in prospettiva dell’obiettivo: uno strumento immediato di grande trasparenza.
    La grande visibilità che il progetto ottiene con questo mezzo che si rivolge ad una vasta platea, offre maggiori possibilità di vedere realizzato l’obiettivo nei tempi previsti.
    Le donazioni per questo progetto vanno fatte sulla piattaforma
    https://www.forfunding.intesasanpaolo.com/DonationPlatform-ISP/nav/progetto/futuro-donne-ciad
    La tutela delle donne è un grande progetto di promozione umana.
    Grazie
    a chi ci aiuterà a realizzarlo.
    Mosè Pagnin

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  • Là dove le bambine non godono di grande considerazione.
    Il progetto si colloca a sud ovest del Ciad, nel dipartimento di Lagon, nella parrocchia di Bissi Mafou, con circa 70,000 abitanti, immersa in un contesto rurale fatto di savana e di circa 50 villaggi sparsi su decine e decine di km. Non esiste corrente elettrica né acqua potabile, ma ci si serve di pozzi a cielo aperto sparsi qua e là nella savana. Le case per la maggior parte sono fatte in mattoni di fango cotto e in pagliericci, e si vive con circa 50 centesimi di euro al giorno,

    Le famiglie sono molto numerose (la media è di 8 figli per donna). La poligamia è molto diffusa, il tasso di analfabetismo e di abbandono scolastico, soprattutto femminile, è elevato a causa della povertà di moltissime famiglie e di tradizioni socioculturali che favoriscono la disparità di genere e l’abbandono scolastico.
    Problemi dell’area di intervento e bisogni della popolazione.
    In questo territorio si ritrovano i problemi tipici dei Paesi dell’Africa Sub-sahariana: povertà diffusa, insicurezza alimentare, diffusione di malattie endemiche (malaria, HIVAIDS, dissenteria, verminosi, ecc.), mancanza di accesso ai beni primari come acqua e medicine, alti tassi di analfabetismo soprattutto femminile.
    L’Africa Subsahariana è inoltre una delle regioni al mondo in cui le donne lavorano di più (fra lavori domestici e agricoli, raccolti da portare al mercato, corvée per acqua e legname, educazione dei figli, assistenza agli anziani, ecc.)
    Le bambine non godono di grande considerazione e sono sottomesse.
    Nella mentalità tradizionale le figlie femmine devono rapidamente prepararsi alla formazione della propria famiglia; aiutano in casa e badano ai numerosi fratellini più piccoli, coltivano abitualmente i campi, sono addette all’approvvigionamento dell’acqua e della legna, si dedicano a pestare con il pilone cereali e legumi nel mortaio, a preparare i pasti, ecc.
    Inoltre, sono assai diffusi i matrimoni e/o le gravidanze precoci e ravvicinate che, oltre ai gravi rischi sanitari, favoriscono la desistenza scolastica delle adolescenti, costrette a interrompere prematuramente la scuola per entrare nella vita sociale degli adulti.
     Per questo il tasso nazionale medio di alfabetizzazione è del 31.33% per gli uomini e 13.95% per le donne (dati della Banca Mondiale 2016).
    L’economista Amartya Sen intervenendo a un seminario a Roma ha dichiarato: “La storia e l’esperienza hanno dimostrato che è l’istruzione delle donne che permette di ridurre la fertilità”.
    In sostanza, il metodo migliore e “naturale” per limitare un eccessivo numero di figli è far studiare le donne. Se una ragazza frequenta la scuola secondaria, infatti, si sposerà più tardi, avrà una visione più ampia e completa della vita, e soprattutto non guarderà più al numero dei figli come all’unica risorsa per garantire la sopravvivenza del suo nucleo familiare per il maggior numero di braccia lavorative.

    Proprio per questi motivi sono fondamentali iniziative che promuovano l’istruzione, ma anche attività di formazione rivolte a bambine e giovani.
    Obiettivo del progetto
    Creazione di un Centro di formazione per le ragazze dai 14 anni in su e giovani donne analfabete e/o poco scolarizzate della Prefettura di Lagon. Beneficeranno i 60 villaggi coinvolti per una popolazione totale di circa 70.000 persone. Si prevede che annualmente almeno un centinaio di ragazze e giovani donne parteciperanno alle attività del centro.
    Obiettivi specifici
    Alfabetizzazione • Educazione alla Vita e all’Amore  • Diritti umani, in particolare i diritti e doveri della donna, Salute e igiene • Economia domestica • Puericoltura • Alimentazione • Taglio e cucito • Ricamo • Elementi di base di agricoltura e allevamento di animali domestici , Attività generatrici di reddito.
     Le risorse umane ed economiche
    Questo progetto mira a valorizzare le risorse umane ed economiche presenti sul posto: i formatori saranno scelti tra le persone competenti in loco, sensibili e disponibili all’emancipazione e promozione della donna.
    Strutture del Centro di Formazione
    Il Centro completo prevede: • 3 sale polivalenti per la formazione e l’atelier di taglio e cucito • 1 ufficio • 3 stanze dormitorio • 1 cucina con magazzino • 3 latrine • 3 docce • 1 punto d’acqua (già finanziato da F.M.).

    “Il costo totale previsto di 55.262.000 euro. Fraternità Missionaria dopo aver contribuito alla costruzione di un pozzo con 4.030,00 euro, contribuirà con ulteriori 12.262,00.
    Si prevede perche per la formazione del personale e per i salari degli operatori siano necessari 16.031,00 euro a carico della popolazione locale.
    Resta da  finanziare 43.000,00 euro: un grande impegno, ma ce la possiamo fare col tuo aiuto.
    Aiutaci a salvare tante bambine da una situazione di sottomissione e gravidanze precoci.
    Dona per i
    l “Centro di formazione ragazze” parrocchia di Bissi Mafou – Pala – in Ciad.

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  • Povertà diffusa, insicurezza alimentare, diffusione di malattie endemiche (malaria, HIV-AIDS, dissenteria, verminosi, ecc.), mancanza di accesso ai beni primari, acqua e medicine: don Benoit Lovati, missionario, ci manda il ritratto di una zona del Ciad che lascia sgomenti.
    In quella zona, Fraternità Missionaria ha realizzato due progetti, a sostegno delle iniziative di don Giulio, ora parroco a Salzano: nel  2006 il Centro Sanitario a Pala per bambini portatori di handicap e nel 2014 a Tikem un Centro per la formazione di ragazze  contribuendo a ridurre la mortalità da parto ed al miglioramento della sopravvivenza dei bambini.
    Così ci descrive quella realtà don Benoit:
     “A sud ovest del Ciad, con circa 70.000 abitanti, la parrocchia di Bissi Mafou, diocesi di Pala, è totalmente immersa in un contesto rurale fatto di savana e di circa 50 villaggi sparsi su decine e decine di km. Le strade sono piste di savana. Non esiste corrente elettrica né acqua potabile nelle case, ma ci si serve di pozzi a cielo aperto sparsi qua e là nella savana. Le case per la maggior parte sono fatte in mattoni di fango cotto e in pagliericci….
    Si vive con circa 50 centesimi di euro al giorno, principalmente del proprio lavoro agricolo di sussistenza (miglio, sorgo, cotone, arachidi ecc.) e di allevamento di bovini, suini, ovini e pollame. Nella stagione delle piogge molti villaggi sono raggiungibili solo a piedi e la gente resta isolata per più settimane.
    La penuria di acqua potabile da sempre è un drammatico problema. La tecnica dei pozzi a cielo aperto, costruiti con le sole forze delle braccia da temerari scavatori che arrivano fino a 18-20 mt di profondità, non assicura l’acqua per tutto l’anno e spesso non è potabile. Da alcuni anni è nato il progetto che offre perforazioni a macchina fino a 50, 60 metri attingendo alle falde sotterranee.
    La struttura è dotata di una pompa manuale per poter portare l’acqua in superficie. Il pozzo serve la popolazione di un villaggio, e il costo è poco più di 4.000 euro .
    In una cruda realtà ai limiti della sopravvivenza, il pozzo è indispensabile per salvare vite e per il miglioramento delle condizioni di vita.
    Una signora di Cadoneghe, F. P.  ha espresso il desiderio di costruire a sue spese un pozzo in Africa. Don Benoit, ha accolto con gioia questa iniziativa e la signora entusiasta e in lacrime nel veder la realizzazione del suo sogno, ha donato 4.030,00 euro riferisce il Presidente Sergio Mirandola.
    GRAZIE a questa signora che ha voluto realizzare il sogno di salvare delle vite, senza voler apparire.  Grazie a chi dona.
    Grazie anche all’on. Raphael Raduzzi di Cadoneghe per la sua donazione che contribuirà a incrementare i nostri progetti di aiuto.

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  • La costruzione del centro di assistenza bambini handicappati di Pala (Ciad) è stato ultimato nel dicembre 2006 ed è già funzionante e sta accogliendo 12 bambini con le rispettive madri.

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