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  • Un importante briefing si è tenuto sabato 10 in vista della partenza dei 4 volontari per il Ciad.
    Un briefing online che ha visto dialogare e confrontarsi volontari provenienti da ogni dove che aiutano p. Franco Martellozzo.
    Vari temi sono stati trattati per ottimizzare al massimo la mission dei volontari che verificheranno in loco lo stato e le problematiche dei vari progetti e ne studieranno le soluzioni e i costi per realizzarli.
    Acqua, dighe, aratri, Banche dei Cereali, orti, scuole, sanità: Un vasto programma, un grande impegno per tutti.
    Ha visto così riuniti  Dorrit van Dalen docente universitaria collegata dall’Olanda, Indri Olivos dal Cile, insegnante, responsabile delle Scuole Materne della regione di Mongo,  Antonietta Baù di Bassano, insegnante, che opera per conto della F.I.S.M., l’ing Giacinto dal Pan di Brescia, per il progetto aratri, l’ing. Luca Comitti di Verona per il progetto acqua e dighe, l’ing. Paolo Pascale di Bologna per il progetto Banche Cereali, Silvio Tessari, ex operatore Caritas Italiana in Africa e Medio Oriente con la moglie Loredana, responsabile del coordinamento dei volontari di p. Franco, il prof. Domenico Bottecchia, per i Centri Salute, il dott. Mosè Pagnin per Fraternità Missionaria, p. Franco dal Ciad per uno stretto contatto con i suoi amici, e infine le sorelle Anna e Angela che affiancano p. Franco nel suo impegno.
    Un grande incontro per un lavoro di squadra tra quanti aiutano Franco a realizzare i suoi molteplici progetti.
    Mosè Pagnin

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  • Riconoscimento alla memoria di Dario Bedin e dei volontari.
    “Non  solo un memoriale a Dario, ma un simbolo al suo impegno per il Sud del Mondo e a quello di tutti i volontari che operano in aiuto ai più deboli.
    Ricordare per riflettere, perché quanto fatto non sia dimenticato: senza memoria non c’è futuro.
    La forma circolare ricorda la costruzione di pozzi per avere acqua pura, fonte di vita.
    Le spighe rappresentano l’aiuto a raggiungere l’autosufficienza alimentare.
    A te meditare quanto sia meritevole dare sostegno a chi è nel bisogno.
    Comune di Cadoneghe
    Associazione Fraternità Missionaria ODV “
       
    (Testo della targa alla base del monumento)
     Dario Bedin e Fraternità Missionaria per il Sud del Mondo 
    Dario Bedin   1938- 2017
    Fin dal 1980 è stato di aiuto ai missionari con interventi e progetti su: alimentazione, acqua potabile, sanità, educazione scolastica, formazione agraria e professionale. 
    Nel 1996 fonda l’Associazione Fraternità Missionaria ODV.
    Nel 2017 riceve alla memoria il Premio Gattamelata destinato a chi in Italia si è distinto nella solidarietà e volontariato.  


       L’ASSOCIAZIONE OGGI

    In Kenya a Nyahururu abbiamo organizzato e reso operativo un Ospedale al servizio di 650.000 persone.
    Abbiamo fornito e forniamo dispositivi medicali e attrezzature varie per la logistica alberghiera e ospedaliera.
    Abbiamo allestito 2 sale operatorie, gabinetti scientifici, ambulatori, reparti specialistici.
    Abbiamo contribuito alla realizzazione di un Sanatorio a Manila nelle Filippine, Forniamo dispositivi medicali e assistenza logistica ai Centri Salute in Ciad, Camerun.
    Contribuiamo alla costruzione di pozzi per fornire acqua potabile anche ai villaggi più sperduti, per la popolazione e per gli orti.
    Stiamo potenziando l’agricoltura con la fornitura di attrezzi agricoli, la creazione delle Banche dei Cerali e con la formazione degli agricoltori, per consentire loro di migliorare la produzione agricola e raggiungere l’autosufficienza alimentare.     

    Contribuiamo alla costruzione di scuole per l’infanzia e per i ragazzi, di Centri di accoglienza per i ragazzi di strada, di Centri di formazione professionale, per dare loro una prospettiva di futuro.
    Diamo tutela alle giovani donne del Ciad, vittime di sottomissione e di matrimoni combinati, dando loro una formazione professionale.
                                    L’Associazione oggi aiuta i missionari in:
    AFRICA: Angola, Camerun, Ciad, Congo Brazzaville, Costa d’Avorio, Guinea Bissau, Kenya, Tanzania,
    AMERICA LATINA: Bolivia, Brasile, Paraguay
    ESTREMO ORIENTE: India, Filippine, Papua Nuova Guinea, Thailandia.

                                      

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  • Grande attenzione da parte della stampa al “Monumento ai volontari”,  “stimolo alle nuove generazioni: senza memoria non c’è futuro” ( Il Gazzettino).
    Il quotidiano online “Padova oggi” e “Il Gazzettino” dedicano un ampio servizio. 
    Riportiamo integralmente qui di seguito l’articolo pubblicato  su “Padova oggi”.
    https://www.padovaoggi.it/attualita/monumento-volontariato-cadoneghe-18-gennaio-2024.html

    Un monumento al volontariato davanti alla scuola primaria: la decisione del Comune.

    Sarà dedicato alla memoria di Dario Bedin, fondatore e presidente di Fraternità Missionaria: l’opera sarà un simbolo anche per celebrare e onorare l’importanza e l’attualità dell’impegno dei volontari, da porre come esempio e stimolo alle nuove generazioni perché senza memoria non c’è futuro.

    Verrà presto realizzato a Cadoneghe un monumento al mondo al volontariato: sarà dedicato alla memoria di Dario Bedin, fondatore e presidente di Fraternità Missionaria, e l’opera che verrà posizionata di fronte alla scuola primaria “Falcone e Borsellino” di via Vecellio a Cadoneghe sarà un simbolo anche per celebrare e onorare l’importanza e l’attualità dell’impegno dei volontari, da porre come esempio e stimolo alle nuove generazioni perché senza memoria non c’è futuro.

    Monumento al volontariato
    La Giunta Comunale di Cadoneghe ha approvato la richiesta di contributo da parte dell’associazione Fraternità Missionaria con un importo di 20mila euro per la realizzazione del monumento. L’opera sarà dedicata al ricordo di Dario Bedin, fondatore di Fraternità Missionaria, scomparso ad agosto del 2017. «Quella che verrà realizzata è un’opera sicuramente pensata per Dario – afferma Sergio Mirandola, presidente di Fraternità – in ricordo del suo impegno e dedizione. E con Dario onoriamo tutto il mondo dei volontari che si mettono a servizio di un mondo sempre più bisognoso di aiuto. Grazie al sindaco Marco Schiesaro, al consiglio comunale, e a quanti credono e sostengono la “mission” dei volontari».

    Dario Bedin
    Dario Bedin sentiva come una missione aiutare le popolazioni del Sud del Mondo e nel 1996 fondò l’Associazione Fraternità Missionaria, Associazione di volontariato e Solidarietà nei Paesi in via di sviluppo. Nel corso degli anni la sua opera è diventata sempre più importante e decisiva per quelle realtà coinvolgendo più persone possibili e aumentando il raggio degli aiuti. È stato Presidente di Fraternità Missionaria fino al 2014 e vicepresidente fino al 2016, finché le forze e la malattia glielo hanno consentito. Nel 2017 ha ricevuto il Premio Gattamelata dedicato alla promozione della cultura e della pratica del volontariato e della solidarietà.

    Cadoneghe
    «Finanziare la costruzione di questa opera – commenta il vicesindaco Devis Vigolo – è il modo migliore che l’amministrazione comunale, e con noi tutta la comunità, ha per ringraziare l’instancabile e impagabile impegno e dedizione dei volontari». Aggiunge l’assessore al sociale Sara Ranzato: «Cadoneghe è una comunità solidale e ricca di volontari che con la propria passione dedicano ritagli preziosi del proprio tempo libero per gli altri, rappresentando una risorsa indispensabile per il bene comune». Conclude il sindaco Marco Schiesaro: «Grazie ai volontari di Fraternità Missionaria e al loro operato a fianco degli ultimi, in particolare alle popolazioni del Sud del Mondo: è lì che si trovano le risposte alle emigrazioni di massa. Insegniamo loro ad essere padroni del loro futuro e a non consegnarsi così a delinquenti e mercanti di schiavi del nuovo millennio».

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  • Si è appena concluso un anno intenso e ricco di interventi, in aiuto ai progetti che i missionari con fatica realizzano, lottando in prima linea tra inimmaginabili difficoltà.

    Dall’aiuto a salvare dalla sottomissione le giovani donne del Ciad, vittime di matrimoni combinati e gravidanze precoci, al sostegno a suor Jane in Kenya che ospita bambini afflitti da malnutrizione, all’aiuto a sorella Gabriella Lorenzi che in Camerun aiuta le famiglie più indigenti, fino a p. Martellozzo che in Ciad sta realizzando grandi progetti, dall’acqua, alle attrezzature agricole, alle banche dei cereali, alle scuole, per aiutare quella popolazione ad uscire dallo stato di sottosviluppo e raggiungere l’autosufficienza.
    A Nyahururu in Kenya, l’Ospedale è ora ben organizzato ed è diventato un punto di riferimento importante e indispensabile per la regione. Ma le necessità di un Ospedale non finiscono mai, e per questo è continuato il nostro impegno con l’invio di nuove attrezzature medicali di diagnostica per immagini.
    Non poteva mancare un aiuto anche ai bambini dell’India nella zona di don Vimal, per assicurare loro l’istruzione e un futuro, a don Rossignolo e a p. Breda per i loro ragazzi in Thailandia e in Tanzania.
    Sono stati tanti gli EVENTI che ci hanno visto protagonisti: dalla cena solidale, grazie alla collaborazione con gli addetti alla sagra, all’incontro tra p. Martellozzo e i volontari provenienti da varie parti d’Italia e dalla Francia, realizzato al fine di coordinarne gli interventi, al concerto lirico di beneficenza per un pozzo in Ciad. Infine l’incontro-dialogo tra cinque missionari, che si è sviluppato in un dibattito illuminante per i presenti.
    Un anno che ci ha visto sempre attenti ad aiutare i più deboli.  Sarebbe bello che senza nascondere i problemi, le nostre deboli forze, i nostri difetti, riuscissimo a gioire e raccontare con orgoglio quanto di buono è stato fatto e ciò che possiamo offrire.
    Mosè Pagnin

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  • Negli anni scorsi molte voci mi sono giunte per realizzare un evento nel mese missionario. Quest’anno è arrivata l’occasione della presenza di missionari in Italia ed è stato tenuto un incontro con cinque sacerdoti: p Benoit Lovat (Ciad), p. Franco Martellozzo (Ciad), p. Renzo Rossignolo (Thailandia), p. Francesco Breda (Tanzania) e don Vimal Lakra (India).

    P. Martellozzo, p. Breda e p. Rossignolo sono i missionari storici che l’associazione ha sempre aiutato. 
    Don Vimal con padre Lovati sono invece i “nuovi” aggiunti in questo periodo: infatti l’associazione rivolge il suo sostegno a “vecchi e nuovi”.
    Nel dibattito sono emerse le problematiche di tutte queste terre, le questioni socio economiche legate alle diverse culture e religioni e i progetti che l’Associazione ha contribuito a realizzare.
    Noi da sempre aiutiamo i missionari con progetti educativi, agroambientali e sanitari ed è nostra intenzione continuare nel sostegno a quelle missioni e a quei missionari che operano in queste terre in mezzo a difficoltà e a disagi notevoli.
    “Il Natale è lo spirito del dare senza il pensiero di ricevere. È felicità perché vediamo la gioia nelle persone. È dimenticare se stessi e trovare il tempo per gli altri. Scartare l’inutile sottolineando i veri valori.” (Thomas S. Monson)
    Il Natale è la festività più attesa e più bella dell’anno che rivela ancora una volta l’importanza della famiglia, la nostra, e quella più grande a cui apparteniamo, dove riconoscerci amati e capaci di amare.

    Voglio ringraziare i Soci e i Sostenitori, il gruppo donne e il Consiglio Direttivo per la loro collaborazione a far sì che l’Associazione possa continuare a portare avanti questo “dono” con orgoglio e dedizione.
    Un caro augurio di Buon Natale e di un felice nuovo anno.
    Sergio Mirandola, presidente.

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  • Riportiamo per intero il messaggio che p. Franco Martellozzo ci invia per ringraziare l’organizzatore e  quanti, con la loro partecipazione al ”Concerto per un pozzo tenutosi a  Borgoricco, contribuiscono ad alleviare le sofferenze in quella parte del mondo.
    “Sono qui per ringraziarvi del vostro apporto alla soluzione del problema dell’acqua e anche per aprire la vostra visione all’ orizzonte dei paesi del SAHEL, dove si trova la mia diocesi di Mongo.
    Il termine “Sahel” in arabo significa “sponda” e fu coniato dai cammellieri che attraversavano il deserto. Quando finalmente dei timidi alberelli apparivano all’orizzonte dopo giorni e giorni di sabbie, questi esclamavano: “Ecco la sponda!“ Il deserto era finito e iniziavano le terre abitate.
    Da qui il termine è passato ad indicare tutta la fascia africana che fa da sponda al Sahara verso il Sud.  Dopo il Sahel c’è la savana e dopo la savana la foresta equatoriale del Congo.
    Il Sahel dunque, è una regione dove le piogge sono scarse, le sorgenti d’acqua rare e l’agricoltura difficile da praticare. Inoltre l’azione dell’uomo col disboscamento selvaggio e l’allevamento incontrollato, favorisce l’avanzata del deserto e l’impoverimento delle popolazioni.
    E contro questa avanzata delle sabbie che noi lottiamo attraverso un insieme di attività, la più importante delle quali è senz’altro lo scavo di pozzi.
    Il pozzo,
    fornendo l’acqua tutto l’anno, favorisce prima di tutto la coltura degli orti che permette alle mamme di nutrire meglio la famiglia.
    Nello stesso tempo rende possibile una vasta azione di rimboscamento su tutto il territorio grazie all’impegno dei bambini.  Alla festa annuale dell’albero, ogni bambino riceve un albero da piantare, innaffiare e proteggere. Alla festa dell’anno seguente dei premi saranno distribuiti ai migliori.
    Il vostro contributo dunque andrà ad alimentare i progetti: ”Pozzi per gli orti delle donne”  e  al Concorso per i bambini “Piantagione alberi”.
    Ancora GRAZIE a chi ha organizzato e a voi.
    Un abbraccio
    P. Franco Martellozzo
  • Sensibilizzare le giovani generazioni a conoscere tante realtà che ancora sussistono nel mondo, dove i loro coetanei non possono soddisfare i più elementari bisogni per sopravvivere e per sperare in un futuro, dove manca l’acqua portabile, il cibo, la scuola, la sanità, beni per noi imprescindibili, ma purtroppo negati a tanti giovani.
    Conoscere per capire, per aiutare: è il messaggio che vogliamo dare ai nostri giovani più fortunati.
    “L’idea di unire in un costruttivo gemellaggio Fraternità Missionaria e Antenore Sport Padova, nasce dal forte desiderio di far incontrare il mondo del volontariato e quello dello sport in un percorso comune che abbia come stella polare la solidarietà.
    Lo sport non è solo veicolo di crescita per chi lo pratica, ma può essere anche promotore di cause e istanze sociali e benefiche.
    Questo gemellaggio si pone l’obiettivo di sensibilizzare i giovani e le oltre 200 famiglie iscritte alla Scuola Calcio della società padovana ai progetti di sviluppo che Fraternità Missionaria svolge nei Paesi più poveri del mondo.”
    E’ quanto dice il consigliere Andrea Rozzato che come coordinatore delle attività giovanili di Antenore Sport ha realizzato il gemellaggio, e aggiunge: “Ci piace l’idea di condividere e stringere nuove collaborazioni con le varie realtà del territorio.
    Speriamo che questa prima collaborazione apra la strada a nuove iniziative di questo tipo per far sì che sempre più persone possano conoscere le nostre attività.”
    Grazie da parte dei consiglieri a nome di tutti i soci, ai dirigenti della società padovana, che con la loro sensibilità e disponibilità hanno accolto con entusiasmo l’idea del gemellaggio “importante sostegno ai progetti della nostra associazione” dice il Presidente Sergio Mirandola.
    Mosè Pagnin

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  • Dove c’è acqua pura, c’è vita, c’è futuro. Ed è per dare una speranza di futuro a tanti bambini ancora vittime della sete, della fame e malnutrizione, che Gianluca Caporello ha voluto che il ricordo di sua madre continuasse a vivere nel sorriso di quei bimbi.
    Una serata all’insegna della grande musica, dove le arie d’opera sono risuonate in una sala gremita e attenta. Una serata piacevole, che ha coniugato l’arte musicale con la beneficienza.
    Le offerte raccolte saranno donate a p. Franco Martellozzo in Ciad, dove ha realizzato progetti atti a sollevare quella popolazione dalla miseria per portarle a raggiungere l’autosufficienza alimentare.
    Si spazia dalla costruzione di scuole alla formazione scolastica, alla fornitura di attrezzi per migliorare la produzione agricola, alla formazione agraria e tecnica, alla sanità, agli interventi per trovare l’acqua, fino a quelli per fermare il deserto coinvolgendo giovani e autorità.
    “Due parole per dirvi che sono vivo e vegeto, immerso fino al collo nelle attività e nella visita del territorio” ci scrive oggi p. Franco appena ritornato in Ciad dopo un periodo di riposo.
    Da 60 anni in Ciad (nella foto): il suo entusiasmo e la sua determinazione sono un esempio per tutti noi.
    Mosè Pagnin

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