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  • Finalmente insieme! E’ stato un momento di festa bellissima la cena solidale del 20 giugno per la folta presenza di soci, ma soprattutto è stato un incontro tra “amici”, tra quanti condividono il tema della solidarietà, dell’aiuto ai più fragili.
    Il lungo distanziamento imposto dal Covid, non ha mai interrotto il nostro stare insieme, anche se virtualmente, così come pure il nostro impegno e quello di tutti voi nel donare tempo e professionalità, ma soprattutto cuore per soccorrere i più sfortunati.
    E’ stata anche l’occasione per un breve excursus da parte del Presidente Sergio Mirandola sui progetti realizzati in questi due anni di “distanziamento”, mentre il Sindaco Marco Schiesaro nel suo intervento ha ribadito il suo interesse ai nostri progetti, segno di una particolare sensibilità alle tematiche della solidarietà.
    Grazie a tutti voi, grazie per il sostegno economico: il ricavato della cena è di euro 988.
    Grazie a chi per ricordare Gastone Grazian, recentemente scomparso, ha voluto dare il proprio sostegno economico. Grazie alla moglie Emilietta e alla famiglia per aver voluto che il suo ricordo continuasse a restare nei progetti, a cui tanto Gastone teneva, che con questo contributo riusciremo a realizzare.
    L’importo raccolto di euro 413 sarà devoluto all’allestimento di un Centro Salute in Cameroun.
    Don Egidio ha voluto che il suo ricordo vivesse nei progetti di educazione dei giovani a cui tanto teneva, promossi da Fraternità Missionaria.
    Pertanto le offerte raccolte in occasione delle sue esequie, euro 900 nella parrocchia di S. Bonaventura e euro 780 nella parrocchia di Santa Teresa, saranno destinate per consentire l’istruzione dei giovani nella parrocchia e Diocesi di p. Martellozzo.
    Grazie a quanti hanno accolto e sostenuto questo desiderio.

    Mosè Pagnin

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  • Ricordati nella dichiarazione dei redditi:
    a te non costa nulla, per loro è la vita.

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  • Consulta il bilancio 2021 approvato nell’assemblea ordinaria del 27 Aprile.
    Estratto dalla relazione del Presidente Sergio Mirandola:
    “L’Amministrazione è seria ed oculata, senza alcun spreco. Tutta l’attività è svolta da volontari e non ci sono spese per consulenze e per il personale.
    L’obiettivo di contenere al minimo gli oneri di funzionamento è costante nel tempo nello spirito del vero volontariato.
    La nostra determinazione è e sarà di sprono per molti, con la voglia di realizzare obiettivi ambiziosi e grandi non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto dal punto di vista morale…
    È questo un momento di democrazia importante, un’occasione per fermarci a riflettere su quanto fatto, sui numeri del bilancio, fare il punto sui progetti avviati e condividere le strategie future.
    GRAZIE a tutti coloro che hanno a cuore l’attività del nostro Organismo di Volontariato”.

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  • Riportiamo con piacere per intero l’articolo redatto da don Egidio e pubblicato nel mensile “la Provvidenza” di Aprile. Siamo certi farà piacere a quanti lo hanno conosciuto e hanno potuto  godere della sua vicinanza, della sua umanità e di quella empatia che infondeva conforto e speranza.
    Mosè
    —————————————————————————-

                         Il Vescovo Girolamo Bortignon …
    … non lo posso dimenticare in questa Casa a lui dedicata.
     Il Vescovo Girolamo Bortignon è passato nel cielo della diocesi di Padova e nel cuore dei sacerdoti come una meteora celeste toccando e lasciando un segno indelebile. Né il tempo né gli eventi cancelleranno la sua persona umile e grandiosa, silenziosa e presente, amabile e forte.
    Le due date 1905-1992 (la durata della sua esistenza) e 1949-1992 (la sua permanenza in Diocesi di Padova) raccolgono una vita intensa, profondamente consacrata, totalmente del Signore e di tanti fedeli: ognuno si sentiva amato in profondità come fosse unico privilegiato. E tutti lo sentivano così. Una vita intrecciata con quella di Padre Leopoldo Mandic, di cui fu superiore e che vide anche come beato e santo.
                                          “Gli altri ti vedono morire”.
    Come sempre accade, c’era chi esaltava la sua salute, la sua età promettendo e prevedendo tanti anni di vita. Con la sua mente sempre pronta era solito risolvere il problema della morte con acuto realismo: “Gli altri ti vedono morire”, ben consapevole che sorella morte non avrebbe risparmiato neppure lui.
    Quando parliamo della morte le nostre parole sono vellutate, poco realistiche, talvolta ingannevoli, pur nella convinzione che non fa eccezione per nessuno.
    Il Vescovo Girolamo andava verso questa meta con la titubanza di ogni uomo, ma con la consapevolezza del cristiano che ha la certezza che la parola fine per lui non esiste, ma la morte lo porta tra le braccia del Padre là dove Gesù ci ha preparato un posto. La parola non è una immagine illusoria, una promessa vana, ma la sicurezza che dove sarò io, sarete voi con me.
    Sarà il passaggio, di certo non indolore, alla vita che non avrà termine.
    Il Vescovo Girolamo ha guardato in faccia questa realtà con l’umiltà del peccatore, ma con la sicurezza che era la strada indicata a tutti i suoi fedeli nei 33 anni di Pastore di un gregge grande e molto variegato che confinava con Vicenza, Treviso, Belluno e Venezia.
                                   “Le cose grandi si fanno da giovani”
     Non posso dimenticare l’incontro personale con il Vescovo Girolamo nel giugno 1967: “Il Padre Vescovo ti vuole incontrare”.

    Ero sacerdote alle prime armi, più apprendista che pastore maturo per grandi impegni. Un incontro molto aperto e affettuoso. “ Come stai? Ho una proposta da farti”. La proposta era piuttosto impegnativa e lui, il Vescovo, mi scrutava con fiducia e gioia. “Ho pensato ad una zona nuova, nella erigenda parrocchia di S. Bonaventura”.
     Mi tremavano i polsi-Sogno o realtà? Tutto nuovo per me: la zona, l’incarico, l’avvenire. Dopo un significativo silenzio, il Vescovo ha aggiunto: -“Prima di farti questa proposta io ho pregato, mi sono consigliato, ho fatto penitenza.”
     Dopo questa importante confidenza, non ho preso tempo per pensarci e, fidandomi di lui e dello Spirito, ho detto solo: “Ma io sono giovane, ho solo 35 anni!”
    La risposta del Vescovo Girolamo fu incoraggiante: ” Le cose grandi si fanno da giovane”. Il mio SI non ebbe incertezze. Lui mi abbracciò con affetto.
                                      “Io ci sono”
    Mi accompagnò all’uscita con un’ultima espressione stampata nel mio cuore: “Io ci sono”.

     Questa garanzia mi accompagnò nell’impegnativo cammino pastorale, ma, da allora, ha fatto parte viva della mia vita di prete, ed è ancora presente nella mia quotidianità perché le persone importanti, quando sono vera voce di Dio, non scompaiono mai.
     A chi mi domanda: ” Chi è il Vescovo?” Rispondo:  ” Il Vescovo è “IO CI SONO.
     Don Egidio Munaron

    Scarica l’articolo su  Provvidenza – in ricordo di don Egidio.pdf

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  • Non poteva mancare anche da Fraternità Missionaria un contributo alla Caritas Diocesana di Padova per aiutare chi fugge dalla guerra.
    Per i milioni di profughi – donne e bambini- che in condizioni disperate lasciano mariti e padri e tutto il resto e vanno verso l’ignoto.
    Per noi si impone aiuto materiale ai profughi, come l’hanno fatto i nostri padri e nonni che hanno aiutato profughi, sfollati, evacuati, ebrei, durante la seconda guerra mondiale.
    Speriamo nella pace, che Dio apra le menti di chi è al potere e che può decidere sulla nostra vita, sul futuro dei nostri figli e nipoti.

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  • Dario Bedin   1938 – 2017
    Sentiva come una missione aiutare le popolazioni del Sud del Mondo.
    Fin dal 1980 andava in Ciad per affiancare p. Franco Martellozzo e altri missionari.
    All’epoca non esistevano comunicazioni sia stradali che telefoniche e le condizioni di vita anche dei volontari erano al limite della sopravvivenza.
    Gli interventi che lo hanno visto in prima persona sono su:
    sanità, alimentazione, acqua potabile, educazione scolastica, formazione agraria e professionale.
    Nel 1996 ha fondato l’associazione Fraternità Missionaria, ONLUS.

    Nel 2009 il Comune di Cadoneghe gli ha conferito il riconoscimento con la motivazione:
    “Svolge una meritoria e multiforme attività tecnica e propositiva nel campo della cooperazione internazionale, per aver saputo rafforzare con continuità e competenza l’immagine di Cadoneghe come centro propulsore della tutela dei diritti dei più deboli”.
    Nel 2017 il Centro Servizi Volontariato di Padova gli ha conferito alla memoria il “Premio nazionale Gattamelata” importante riconoscimento destinato a chi si è distinto nel campo della solidaroietà e volontariato, con la motivazione:
     “Impegnato sin dai primi anni 80 nell’aiuto alla popolazione del Ciad, dapprima personalmente successivamente come presidente dell’associazione Fraternità Missionaria, ha fornito instancabile e concreto aiuto con progetti relativi a sanità, acqua e formazione”.
                            ACQUA POTABILE
    Colpito dalla gravità delle situazioni per mancanza d’acqua portabile, dalla vista di bambini malnutriti, costruiva pozzi, lavorando in loco per dare acqua potabile.

    Ha realizzato un dispositivo per produrre  ”ipoclorito di sodio”, varechina, per potabilizzare l’acqua e sanificare ambienti nei villaggi più sperduti.
                             SANITA’
    Ha contribuito a costruire in Ciad il “Centro bambini con handicap” a Pala, organizzare i “Centri salute” a Bardangal, Baro, Dadouar, Séré, Tikem, a fornire medicinali e laboratorio di analisi all’Ospedale di Goundi.                Nelle Filippine ha dato un contributo alla realizzazione del sanatorio per i bambini che vivono nei dintorni della grande discarica di Manila.

    In Kenya, ha dato supporto al vescovo Paiaro per l’allestimento del costruendo ospedale. Ha sensibilizzato cittadini, enti pubblici, aziende private, medici, professionisti, per fornire attrezzature medicali e di logistica e rendere operativa la sala operatoria e gli ambulatori dell’Ospedale di Nyahururu.
                            FORMAZIONE
    Riteneva la formazione indispensabile per superare la fase di sottosviluppo.

    Ha costruito Scuole primarie, Centri accoglienza per i giovani, Centri di accoglienza per i ragazzi di strada.
    Ha promosso la formazione professionale sia maschile che femminile, costruendo strutture per realizzare questi programmi.
    Ha curato la formazione dei contadini per lavorare la terra e costruire stalle. Ha insegnato a produrre il compost per aumentare la produzione agricola, scrivendo anche un manuale in collaborazione con l’Università di Padova, in Italiano, francese e portoghese.

    L’Associazione oggi, aiuta i missionari in:
    Africa:  Angola, Camerun, Ciad,  Congo Brazzaville, Costa d’Avorio, Guinea Bissau, Kenya, Tanzania.
    Centro – Sud  America:   Brasile, Costarica, Parguay.
    Estremo Oriente:  Filippine, Papua Nuova Guinea, Thailandia.

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  • Farà piacere risentire il saluto di don Egidio agli amici di F.M. in occasione della cena solidale del 2020.
    Don Egidio ha espresso il desiderio che in suo ricordo venga fatta un’offerta o donazione a Fraternità Missionaria, non fiori.
    Il suo ricordo potrà vivere nei progetti che hai contribuito a realizzare, nei sorrisi dei bambini che hai contribuito a salvare.

                                          PER LE DONAZIONI

    • Banca INTESA SANPAOLO
      IBAN:   IT89 P030 6909 6061 0000 0140 081
    • C.C  POSTALE  14644355
    • Tramite PayPal o Carta di Credito
          Le donazioni effettuate con modalità rintracciabile usufruiscono di benefici fiscali.
    • Con il 5 x 1000    codice fiscale: 92098640284
    • Con LASCITO TESTAMENTARIO

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  • Ci ha lasciato un amico, un compagno, un fratello.
    La sua umanità, la comprensione dei nostri problemi, dei nostri dolori, la sua empatia ci mancherà.
    Era vicino a ciascuno di noi e ne condivideva angosce e aspirazioni, dandoci conforto e speranza.
    Il suo attivismo, la sua capacità di coinvolgere, è stata di grande aiuto anche nella nostra associazione, della quale è stato consigliere.
    Ha donato la sua competenza e passione per aiutare i più deboli, con comprensione e amore, mai cessate neanche negli ultimi tempi.
    Instancabile fino all’ultimo. Nella “Opera della Provvidenza” dove ha trascorso l’ultimo periodo, continuava un fitto accorrere di quanti cercavano da lui una parola di conforto e di coraggio. Aveva tempo e parole di speranza per tutti.

    Esprimeva il suo sentire nel periodico mensile “Provvidenza” dove parla con nostalgia della celebrazione del Rosario.
    Chi non ricorda quegli incontri all’ombra della Croce nel parco di S. Giacomo?
    Scrive in un suo articolo riguardo S. Antonio: ”Il suo parlare toccava il cuore delle persone. Si accorreva per ascoltarlo perché la sua predicazione non era superficiale, ma toccava l’intimo di ogni cuore.”
    S
    i può dire questo anche di lui.
    Ha lasciato un segno in ciascuno di noi che ci accompagnerà.
    Mosè
    —————————————————–
    Le esequie saranno celebrate dal Vescovo venerdì 18 alle ore 15 nella Chiesa di S. Bonaventura.
    Per chi vuol dare l’ultimo saluto, sarà nella Casa Funeraria Brogio a Cadoneghe:
    Oggi           16 febb.   dalle 16  alle 19
    Domani     17 febb     dalle 09 alle 12   e    dalle 15 alle 18

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