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  • Il dott. Francesco Meduri durante la sua ultima missione a Nyahururu è stato profondamente colpito dall’impegno che le “Piccole figlie di S. Giuseppe”, profondono nell’aiutare i ragazzi di strada, orfani, vittime di abusi e crudeltà, ospiti del loro orfanatrofio.
    Grazie a questo incontro con il nostro volontario, la nostra associazione non poteva restare insensibile al grido di aiuto.
    E il ringraziamento che le suore ci hanno inviato per il nostro modesto aiuto, ci commuove per la sua semplicità e genuinità.
    Siamo noi a dire GRAZIE a queste suore che profondono il loro impegno a soccorrere i ragazzi in difficoltà e cercare di dare loro una prospettiva di futuro.
    “…abbiamo già ricevuto i soldi e stiamo acquistando macchine da cucire da utilizzare presso il nostro istituto.. Noi insieme ai bambini della Baldo Children’s Home siamo molto felici e vi auguriamo la benedizione di Dio in tutto quello che fate.
    Suor Hellen Apiyo (Baldo children’s home administrator)”

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  • A Ndarawga, sulla strada per Nyahururu, bambini abbandonati, malnutriti, ragazzi di strada, orfani per HIV/AIDS,  ragazzi vittime di crudeltà, di abusi fisici e di violenze sessuali,  trovano rifugio, sostegno e protezione presso le “Piccole figlie di S. Giuseppe”.
    130 tra bambini, ragazze e giovani trovano rfugio in questo orfanatrofio: le suore provvedono con grande sacrificio e pochissimi mezzi al loro sostentamento e alla loro educazione, con l’obiettivo di dare loro una formazione agricola o tecnica, per una prospettiva di futuro.
    Anche l’abbigliamento per i piccoli ospiti, aspetto non secondario, viene realizzato direttamente dalle suore. Per sopperire a questa necessità, Fraternità Missionaria ha destinato l’importo di 1.600 euro per l’acquisto di due macchine da cucire professionali in sostituzione delle attuali obsolete e inutilizzabili, nonchè del materiale tessile necessario.
    Un modesto aiuto a chi con entusiasmo e con sacrificio si prende cura dei bambini più sfortunati.
    Leggi qui informazioni sul “Rehabilitation center – Little Daughters of St. Joseph  

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  •                                       ,    affermato periodico locale distribuito capillarmente nel territorio, con questo titolo dedica un ampio servizio al nostro impegno in Kenya.
    Come nel servizio su “Popoli e Missione” di Novembre, il nostro progetto è all’attenzione dei media per i frutti ottenuti: motivo di soddisfazione e orgoglio per una piccola associazione come la nostra.
    L’impegno continua: sono in fase di spedizione in questi giorni ulteriori attrezzature medicali, respiratori e strumenti per sala operatoria.
    Un traguardo raggiunto grazie ai volontari, ai donatori, a chi crede nella nostra mission.
    Leggi l’articolo de  la Piazza – dicembre 2020  


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  • Carissimo Corona-virus 19,
    Noi tutti I bambini di Ndithini Kenya, uniti alle suore, t’imploriamo di smettere di svolazzare e di colpire tante persone innocenti.
    Noi non sappiamo chi tu sia e da dove tu sia apparso, ma certo che tutti hanno paura di te e scappano e si rifugiano in casa, chi si nasconde dietro l’angolo, ma a te il nascondino, non piace e vai a trovarli e a toccarli, dove si trovano e poi te li porti con te.

    …..Ti hanno messo la corona in testa, ma forse tu non la meritavi, perché tu fai della tua corona una potenza di guerra silenziosa. La Madonna ha la corona, ma per proteggere i suoi figli e tu? .
    …..Noi, piccoli siamo già stati provati, perché i nostri genitori sono saliti al cielo per l’A.I.D.S. e sappiamo cosa vuol dire non chiamare mamma, papà fratelli o sorelle e tu non hai pietà di seminare altri orfani sulla terra?
    …..Caro corona virus, noi bimbi, suore, ti preghiamo, fermati e non creare più dolore a noi tutti, perché il dolore di una persona è il dolore di tutta l’umanità.
    I bambini di Ndithini uniti alle suore  
    Ndithini 19-04-2020 – Kenya
    scarica la lettera completa   corona virus – Sr Nadia Monetti  

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  • L’incontro con i volontari di ritorno da Kenya e dal Ciad è stata un’esperienza illuminante. Le loro impressioni, le loro visioni dell’Africa fatte da una conoscenza diretta sul campo, mettono in evidenza un problema dalle grandi dimensioni.
    Un’Africa che vuole crescere, un’Africa che dobbiamo aiutare a crescere. Non con un puro assistenzialismo fine a sé stesso e destinato al fallimento, ma fornendo gli strumenti e la formazione che li aiuti ad uscire dalla fase di sottosviluppo ed a raggiungere l’autosufficienza.
    I numeri che ci pervengono dall’Ospedale di Nyahururu allestito da Fraternità Missionaria, sono sorprendenti:
    nel 2019 ben 55.916 visite, circa 170 al giorno, 3.900 ricoveri, 1.011 nascite, e 70 interventi chirurgici al mese.
    Grazie all’équipe medica che è stata in quell’Ospedale: dott. Francesco Meduri, dott. Lepoldo Costa, dott. Giorgia Maran, dott. Maria Cristina Toffanin, dott. Raffaella Bigi, dott. Cristiana Caracciolo, Chiara Bugin e Serena Pietrangeli infermiere, Fernando Schiavon tecnico e Giacomino Padoan, direttore lavori.
    L’Ospedale comincia a camminare con le proprie gambe, ci dicono i nostri volontari, e i sanitari locali stanno rispondendo bene alle nostre sollecitazioni seguendo i protocolli.
    Organizzazione e formazione ora stanno dando i risultati, ma dobbiamo continuare a monitorare e migliorare la situazione.
    I volontari del CIAD: Paolo, Elena, Silvio, Antonietta, Domenico, Annie, Enzo, Pierino, Bepi, Primo, ci hanno raccontato dell’illuminante opera di p. Franco Martellozzo, nell’aiutare quella popolazione a superare le immani difficoltà aggravate dall’ambiente ostile.
    Dal cercare l’acqua, fonte di vita e indispensabile per gli orti delle donne, all’aiuto concreto ai contadini con la fornitura di aratri per lavorare i campi, e infine con la loro formazione: per raggiungere l’obiettivo di far migliorare la produzione e renderli autosufficienti.
    Ma anche ci è stato evidenziato come p. Franco abbia coinvolto tutta la popolazione, a cominciare dai più piccoli, a piantare gli alberi per fermare il deserto che avanza.
    La salvaguardia dell’ambiente è un problema che se in Europa comincia solo ora ad essere blandamente percepito, in quelle aree è un evento drammatico perché aggredisce lo spazio vitale.
    E le concrete azioni di p. Franco hanno attirato l’attenzione e l’interesse delle scuole coraniche e del Sultano. Una sapiente collaborazione per il bene comune.
    Il nostro impegno continua: GRAZIE ai volontari,  GRAZIE a chi ci aiuta, GRAZIE ai soci.

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  • 1200 persone visitate grazie ad una un’attività ambulatoriale a ritmo intenso; esaminati 70 pazienti con gravi problemi, di cui il 50% bambini.
    Vari interventi chirurgici effettuati in due sale operatorie.
    A questo si è affiancata un’intensa attività formativa sia a livello anestesiologico che infermieristico, proponendo protocolli specifici per l’ottimizzazione del lavoro.
    Questa in estrema sintesi l’attività dell’équipe medico-infermieristica che si è recata in Novembre a Nyahururu.
    E’ grazie all’intervento di questi volontari, all’attività che il dott. Francesco Meduri conduce da diversi anni in questa struttura allestita con il determinante sostegno di Fraternità Missionaria, che l’Ospedale di Nyahururu è diventato una importante realtà attesa da un vasto territorio.
    Grazie a tutti: al dott. Francesco Meduri, al dott. Leopoldo Costa, alla dott.ssa Giorgia Maran, alla dott.ssa Maria Cristina Toffanin, alla dott.ssa Raffaella Bigi, alla dott.ssa Cristiana Caracciolo, a Chiara Bugin, infermiera, a Serena Pietrangeli, infermiera, a Fernando Schiavon, tecnico, al geom. Giacomino Padoan, direttore lavori.

    Scarica il  Report missione équipe medica a Nyahururu 

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  • volontari Kenya: p.i. Fernando Schiavon, dott. Francesco Meduri, dott. Leopoldo Costa
    volontari Ciad: Silvio Tessari, ing. Angelo Bartolin, ins. Antonietta Baù, dott. Claudio Lazzarato

    Non solo cena, ma un momento di incontro e di condivisione con i volontari rientrati dalle missioni. Dopo il videomessaggio di don Egidio, una felice sorpresa che ha entusiasmato i suoi tanti amici, don Benedetto in videoconference dal Brasile, ci ha fatto conoscere i problemi di una società difficile e il suo impegno per recuperare i giovani sbandati.

    Accolti con grande entusiasmo i volontari reduci dal Kenya e dal Ciad. L’ascolto dei loro racconti si è trasformato in una compartecipazione alle tematiche esposte e in una empatia che ha coinvolto i presenti. Al dott. Francesco Meduri eal p.i.Fernando Schiavon rientrati dal Kenya, si è aggiunto il dott. Leopoldo Costa, cardiologo, che ha voluto dare la propria disponibilità. Grazie al loro impegno e all’opera organizzativa dell’ing. Sergio Mirandola, il nostro Presidente, l’Ospedale sta funzionando con risultati di grande soddisfazione.

    Grazie anche ai volontari rientrati da Mongo, dove hanno prestato il loro prezioso aiuto ai progetti di p. Franco Martellozzo: il dott. Claudio Lazzarato, pediatra, per i dispensari, l’ing. Angelo Bartolin, per i pannelli fotovoltaici nei dispensari, e l’ins. Antonietta Baù della FISM, per migliorare l’insegnamento nelle Scuole materne.

    Disponibilità, competenza, professionalità, amore per il prossimo, senza nulla chiedere. Questi sono i volontari. Grazie.

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  • Appena rientrato da una verifica in loco sullo stato di avanzamento dei lavori il geom. Giacomino Padoan, un’équipe di volontari, medici e specialisti, è in partenza per l’Ospedale di Nyahururu:
    Dott. Francesco Meduri chirurgo, coordinatore e responsabile del team, Fernando Schiavon, tecnico strumenti elettromedicali, dott. Emanuela Spagnolo, ginecologa,  dott. Ilaria Tocco, specialista in chirurgia plastica, Elisa Galtarossa, infermiera professionale specialista di sala operatoria.
    Scopi della missione: in primo luogo effettuare gli interventi programmati. I pazienti candidati agli interventi chirurgici specialistici, sono stati verificati e selezionati dopo un proficuo lavoro di collaborazione con i medici dell’ospedale. La documentazione, iconografica e clinica delle loro patologie, è stata vagliata via internet.
    È un metodo di formazione che sta dando in loco esiti molto positivi sia in termini di risultati che di arricchimento.
    In secondo luogo procedere alla formazione del personale locale, medico, infermieristico, tecnico, organizzativo e amministrativo.
    L’Ospedale è diventato un punto di riferimento importante per la popolazione locale e vede crescere in maniera esponenziale il numero dei pazienti. Con i suoi 98 posti letto completamente arredati, di cui 50 nel reparto chirurgia, gli ambulatori e le numerose attrezzature elettromedicali disponibili, risponde alle necessità di una popolazione sinora priva di assistenza medica.
    Per questo occorre organizzare l’Ospedale perché proceda con le proprie gambe, e solo la formazione del personale impegnato e la verifica periodica dell’attività, possono consentire l’assistenza richiesta.
    GRAZIE ai volontari che si assumono un così importante compito, GRAZIE a quanti hanno sostenuto questo progetto.
    Ma abbiamo bisogno del tuo aiuto: con la tua donazione possiamo fornire le cure necessarie, assistere le donne a partorire.

     

     

     

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