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  • La consacrazione di un vescovo figlio del Ciad è una festa per la comunità di Mongo. Quì la Chiesa è al servizio di uno sviluppo senza frontiere, con la completa collaborazione di cristiani e musulmani, in una diocesi immensa a maggioranza mussulmana.
    “il cristianesimo non vuole fare concorrenza all’Islam, ma vuole essere un luogo di dialogo, di vita e di opere”,  dice mons. Coudray che ha fondato quella diocesi e che lascia ora alle cure del nuovo vescovo.
    Dalle immagini che p. Franco ha raccolto, assistiamo ad una partecipazione sentita dei fedeli, che si manifesta con la musica, il ritmo, il canto e la danza, in maniera coinvolgente, difficile da capire per noi occidentali.
    E’ l’autentica manifestazione del sentire interiore, perché la musica, espressione artistica di tutte le culture, in questo continente è l’anima di un popolo.

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  • Don Benedetto Zampieri, in prima linea contro il COVID,  ci manda questo breve messaggio che fotografa una situazione disperata.
    “Qui stiamo cercando di accompagnare il più possibile le famiglie anche se geograficamente lontane colpite da questa onda di COVID più aggressiva. Stiamo con attività molto ridotte e non possiamo celebrare riunendo le comunità. Continuiamo a pregare per chi viene sepolto senza funerale. E sono 5 alla settimana. Senza contare i malati in terapia intensiva nell’unico ospedale della capitale già senza posti disponibili. Tutto pieno al di là delle capacità massime. Noi stiamo bene prendendoci cura della salute il più possibile Ma la sfida più grande è animare la Speranza per chi non riesce a prevedere il domani. Chiediamo che si convertano le strutture di corruzione che non permettono agli aiuti di arrivare a chi ha più bisogno.
    Ho passato 3 giorni di febbre e sono rimasto in quarantena preventiva, ma il test ha dato esito negativo, grazie al Cielo. Ringrazio per la preghiera e la comunione che sento vive e vere. Rimaniamo uniti.”
    Alcuni estratti del video curato dal Centro Missionario di Padova – guarda il video intero

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  • Scuole cattoliche e scuole coraniche unite per la lotta alla desertificazione. Il dialogo interreligioso e la convivenza pacifica unica via per il progresso.

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  • “Finalmente siamo riuniti tutti insieme per tre giorni con lo scopo di ricreare un clima di amicizia e di serenità”.
    Con questo messaggio p. Franco Martellozzo ci comunica la “risoluzione” dei leaders religiosi riuniti a Baro “per la pace e il suo mantenimento, per la convivenza pacifica e la coesione sociale tra le diverse confessioni religiose”.
    Un incontro organizzato da p. Franco, dalla missione evangelica e dal vicario generale, nei locali della parrocchia di un villaggio, scelto perché cuore e luogo dei fondamentalisti islamici che avevano fatto vari tentativi per destabilizzare la comunità cattolica. Un villaggio che stava per essere paralizzato dai contrasti dovuti alla mancanza di dialogo nel reticolato di più religioni.
    L’incontro ha spazzato via l’ignoranza e ha convinto anche i più riottosi che il rispettare la religione dell’altro e la convivenza pacifica sono l’unica via per il progresso.
    La vicinanza con le popolazioni mussulmane nata dalla partecipazione alle “banche dei cereali” e dalle altre attività sociali, sta ora rinsaldandosi in un contesto più ampio per una convivenza pacifica.
    E così come le “banche dei cereali” per la loro utilità hanno avuto un’espansione a macchia d’olio, anche questo incontro per il successo ottenuto e compreso da tutti, sarà ripetuto di comune accordo anche in altri villaggi. “Una novità insperata” dice p. Franco.
    Tra le linee guida indicate nella “risoluzione”, vi è la consapevolezza acquisita di “unire le forze per risolvere i gravi problemi della regione come l’autosufficienza alimentare, il degrado della natura e delle persone (alcoolismo, droga, matrimonio precoce, ecc)”.
    Un altro passo avanti, grazie a p. Franco e ai missionari costruttori di convivenza e a quanti operano per la crescita sociale.

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  • Don Renzo, uno di noi, cresciuto nella nostra parrocchia, ha voluto realizzare la sua vocazione a sostegno dei più deboli, spinto dal desiderio di aiutare quelli che nessuno aiuta, abbandonati dalla fortuna, sottomessi dalla miseria, dalle malattie.
    Da quando ci ha dato il suo saluto tanti anni fa, gli siamo sempre stati vicini col cuore, con la preghiera, con l’aiuto materiale.
    Dalla Thailandia, dove opera in aiuto dei figli di lebbrosi e disabili, don Renzo, nel suo messaggio di auguri ringrazia tutti di Fraternità Missionaria per il sostegno ricevuto, ma siamo noi a ringraziare lui per averci mostrato come l’amore verso il prossimo possa essere lo scopo per cui vivere.
    “Carissimi tutti, credo che per Natale e per il nuovo anno non conviene usare le parole o le frasi abituali.  Siamo sulla stessa barca!  E siamo in pericolo. Nessuno ha una sufficiente autorità’ per profetizzare l’arrivo di un bene, pace e tranquillità’.
    Io vi dico solo questo: PADRE NOSTRO… LIBERACI DAL MALE.
    …Io ho sempre bisogno, anche di voi….. Qui dove mi trovo da 37 anni a Romphibun …al Centro Don Bosco si continua a fare molte cose…aiutando i giovani che vanno a scuola e i più’ piccoli, i lebbrosi e i disabili….
    …vi penso e vi abbraccio
    Don Renzo “

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  • P. Franco Martellozzo ci scrive:
     “Ricordate la varechina? Nel 2012 abbiamo bloccato l’epidemia di colera a Mongo salvando innumerevoli vite, con la produzione a ritmo intenso di varechina. Gli organismi pubblici hanno in seguito distribuito le pastiglie di cloro e la nostra iniziativa si è arenata.  Ora però mancano le pastiglie, e gli enti sanitari mi hanno supplicato di rimettere in funzione i dispositivi e curare la formazione del personale.
    Quì il rilancio della varechina è un avvenimento importantissimo.
    Ricordo e ringrazio Dario che ha ideato e realizzato questo progetto con la collaborazione di Giorgio”.
    p. Franco

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  • 29 ore di viaggio per raggiungere Santa Maria di Boiaçu, la comunità più grande sul Rio Branco.
    Don Benedetto Zampieri con padre Luigi, sono stati impegnati nella visita alle comunità lungo il Rio Branco, stato di Roraima, Brasile, e altre comunità minori di trenta a quaranta famiglie: Sacai, Terra Preta, Lago Grande, Canauini.
    “L’accoglienza è stata buona: la mattina era dedicata a visitare le famiglie e il pomeriggio a riunire ragazzi e adulti per la formazione al battesimo. Comunità che vivono in condizioni modeste, e si nutrono dei frutti della natura e delle coltivazioni artigianali, ma aperte al dialogo”.
    Un impegno, una missione, avvicinare le comunità più lontane e dimenticate.

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  • Riportiamo alcuni passi della lettera di don Benedetto.

    Cari amici,
    …da poco più di due anni sono in Amazzonia,…faccio parte di una equipe…cui è stata affidata la missione di accompagnare la vita di 35 comunità in un’area grande tre volte il Veneto.
    In un contesto come questo, Vangelo significa promozione della dignità di ogni vita e l’annuncio della Risurrezione diventa denuncia di un sistema omicida ingiusto che crea povertà e gruppi sempre più numerosi di esclusi.
    In particolare, io sono impegnato su due fronti:

    • il riscatto di chi vuole uscire dalla tossicodipendenza e dal narcotraffico,
    • l’accompagnamento pastorale delle comunità lungo il fiume.

    Per la prima azione di recupero e rieducazione delle vittime del mondo della droga….Dopo un anno trascorso in comunità, un ragazzo trova la forza per ricominciare la propria vita.
    Il progetto “Orto biologico comunitario” sostenutoda “Fraternità Missionaria” rientra tra queste iniziative di reinserimento sociale…
    Sul secondo fronte, percorro in barca il Rio Branco, fermandomi per alcuni giorni in ogni villaggio di pescatori. Visito tutte le famiglie,.. in questo contesto le sfide più grandi sono legate all’invasione delle imprese turistiche straniere… e aprono la strada alla prostituzione anche minorile, al traffico di persone, al mercato di bambini e di droghe.
    Sto imparando assieme a questo popolo… a recuperare l’essenziale della mia fede e della mia missione di uomo e di prete, a rispettare i tempi della natura e la Vita della terra che dà dignità ad ogni essere umano.
    Padre Benedito – don Benedetto
    10 Aprile 2019

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