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  • “Il peggior Natale della mia carriera missionaria…”  come ci racconta p. Franco nel suo massaggio di auguri, ci fa entrare in una realtà sorprendente, ma che ci fa riflettere.
    Anche in quei Paesi sperduti balza agli occhi come la dignità e il rispetto di una persona, specie se donna, non si può calpestare o ignorare.
    Scarica la Lettera di NATALE 2020 – completa
    E a conclusione del racconto, così continua p. Franco:
    “Se vi ricordo questo fatto è per conchiudere che forse un giorno capiremo anche noi il senso del Covid.
    Un messaggio mi appare evidente per noi missionari qui a Mongo, super-indaffarati da mille attività e sempre in corsa.  Il Covid ci obbliga a modificare la nostra ottica.
    Ieri all’ Eucaristia comunitaria ho espresso la nuova visione che si prospetta ai miei colleghi in queste azioni concrete: “Diminuire il nostro correre in macchina e quindi diminuire le spese! Coltivare noi stessi il nostro orto come facevamo ai primi tempi della missione, piuttosto che comperare i legumi. Lavare noi i nostri piatti e fare un po’ di cucina….diminuendo così anche il nostro bisogno in personale. Insomma darci una calmata…e risparmiare!”
    Ecco la mia visione Natalizia che in fondo ci porterà a vivere più in comunità, non per chiuderci in un “cocon”, ma per meglio comunicare tra di noi e così discernere il vero volto del Bimbo della grotta di Betlemme e il suo nuovo messaggio per il Regno del Signore che avanza…..pur tra i meandri del Covid.
    Finisco con l’Augurio fervido di ritrovarci in Agosto prossimo.”
    p. Franco

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  • « Au Tchad, des banques de céréales transforment la vie des paysans.
    (
    In CIAD le Banche dei cereali trasformano la vita degli agricoltori) “

    “Mentre alle Nazioni Unite si discute il ri-finanziamento dei paesi del Sahel, questo Paese ha trovato una sua soluzione contro la malnutrizione… »
    Con questo titolo, « Le Monde », prestigioso quotidiano nazionale francese,  dedica un ampio reportage firmato da Augustin Campos, ai progetti di p. Franco Martellozzo, per lo straordinario successo e il grande progresso sociale ottenuti, grazie alla sua geniale intuizione e al suo impegno:
    « Banche dei cereali e  Aratri”. progetti sostenuti da Fraternità Missionaria e da Mano Amica.

    L’organizzazione delle Banche dei cereali, una grande realtà, provvede anche alla formazione degli agricoltori per l’utilizzo di aratri a trazione animale. Ne ha tratto beneficio la produzione agricola fino a triplicare la resa. Gli agricoltori coinvolti in questo progetto, hanno già acquistato oltre 1.500 aratri. 
    Un reportage fedele alla realtà…..almeno quella verso cui si tende e alla quale voi tutti collaborate con me…”  
    “L’ideale sarebbe che non ci fossero più degli interventi esterni a termine, né una struttura esterna, perché in questa condizione non ci sarebbe vero sviluppo.”  dice p. Franco.

     

    Scarica  l’articolo di “Le Monde” – Italiano (traduzione di Silvio Tessari)
    Scarica  l’articolo originale di “Le Monde” – francais.

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  • Con questo titolo “forte”, l’Osservatore Romano dedica un articolo-reportage sul progetto “Banche dei cereali” realizzato da p. Martellozzo.
    Ecco uno stralcio:
    “18 agosto 2020
    …. Nelle sue “casseforti” sono custoditi cereali. Solo cereali. È quanto ha costruito nella regione del Guéra, in Ciad, padre Franco Martellozzo, da più di cinquant’anni missionario in Africa.  Un’istituzione, quella delle Banche dei cereali che ha assunto un grande valore economico, ma anche culturale e religioso……
    …. Alcuni esponenti islamici fondamentalisti hanno chiesto scandalizzati alla comunità mussulmana locale: “Come mai collaborate con i cristiani che sono impuri?”. La risposta è stata diretta: “Non possono essere impuri coloro che ci hanno salvati dalla fame per puro amor di Dio.  Non ci hanno chiesto nulla in contraccambio.  Solo Dio può ispirare tali sentimenti”».
     Aiutaci a sostenere i progetti di p. Martellozzo.


    Scarica l’intero articolo   LOsservatore-Romano-su-banche-cereali             

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  • Chi l’avrebbe detto che noi europei avessimo qualcosa da imparare dai bambini e dagli educatori del CIAD?
    Ricordate la campagna per la riforestazione? Da noi qualche alberello piantato qua e là e poi abbandonato. Anche le manifestazioni pubbliche per la piantagione di alberi si sono risolte in una breve passerella con poche piantine messe a dimora da un’impresa specializzata in un’aiuola spartitraffico.  
    Il “Report” redatto in maniera esaustiva e professionale in giugno 2020 dalla “Federazione Banche dei Cereali del Guera”, dove opera p. Martellozzo, ci lascia stupiti e ammirati.
    Ben 40 tra villaggi e scuole sono stati coinvolti nel periodo 2018-9, dalla preparazione del terreno per la nascita e lo sviluppo delle piantine, alla loro messa a dimora in un ambiente avverso, avvolte in una protezione dagli animali selvatici, al loro continuo monitoraggio e manutenzione per verificarne lo sviluppo.
    Dei 12.628 alberelli piantati nell’assolato e desertico territorio, ben 7.731 hanno resistito e stanno crescendo, pari al 61,22 %.
    Un successo, un’azione concreta per affrontare Il dramma della deforestazione con le sue tragiche conseguenze, là dove questo problema è vissuto e sentito nel profondo e non è un semplice slogan. Grandi e piccoli, tutti coinvolti, in un progetto che guarda al futuro anche in questo difficile momento.
    Leggi il “Report” completo Rapport suivi et evaluations des plantations

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  • “Una realtà indispensabile nell’economia locale”: così la rivista “Popoli e Missione” della CEI ” , nel numero di Maggio, definisce le “Banche dei Cereali”.
    Particolare attenzione suscita questa iniziativa di p. Franco per il sorprendente successo con 350.000 beneficiati.
    Alcuni passi di “Banche dei cereali contro fame e usura”:
    “In Ciad, dove padre Franco Martellozzo, gesuita, opera da 53 anni, si è diffusa una rete di banche per cereali. Ad oggi sono riunite in una federazione che ne conta 346, per un totale di circa 35mila aderenti ed il beneficio di 350mila persone.
    Ma il progetto continua ad espandersi, proprio dove i raccolti sono molto più preziosi dell’oro.

    Ormai le “Banche dei cereali” sono una realtà più che avviata, apprezzata e indispensabile nell’economia locale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti con un evidente riequilibrio dei prezzi dei cereali, un miglioramento della produttività attraverso l’introduzione delle macchine a trazione animale, una selezione accurata delle sementi e un’efficace formazione dei contadini.
    La costruzione degli edifici destinati a diventare banche dei cereali è anche occasione di sviluppo di nuove tecniche produttive e di convivenza fra fedi ed etnie diverse.”
    Scarica l’articolo completo  Banche Cereali su P e M- maggio-2020
    Scarica la rivista di Maggio
    Popoli e Missione – maggio 2020

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  •   Affrontare l’emergenza senza dimenticare i poveri del Sud del Mondo.
    Per non essere travolti dall’epidemia, sensibilizzazione e prevenzione innanzitutto.  In Ciad  si moltiplicano i centri di formazione per produrre la varechina, potente disinfettante: all’ospedale di Mongo, nei centri di Korbo, Koubo, Bitkine, Dadouar, Niergui, mentre si avvia la produzione in loco di mascherine e indumenti di protezione.
    Con la chiusura delle scuole anche la gioventù si è organizzata in piccoli lavori mentre i più piccoli vengono indirizzati a costruire oggetti in argilla.
    P. Franco Martellozzo è in prima linea, assieme alle strutture di Aura Caritas , al vicariato apostolico di Mongo, alla fondazione Magis.
    Anche fratel Pietro Rusconi, pur colpito dalla scomparsa dei suoi 2 fratelli in Italia per il corona virus, presta la sua instancabile opera, perché come dice lui “non bisogna chiudersi nella sofferenza”.

    Un grande impegno, una grande lotta ci accomuna.

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  • L’incontro con i volontari di ritorno da Kenya e dal Ciad è stata un’esperienza illuminante. Le loro impressioni, le loro visioni dell’Africa fatte da una conoscenza diretta sul campo, mettono in evidenza un problema dalle grandi dimensioni.
    Un’Africa che vuole crescere, un’Africa che dobbiamo aiutare a crescere. Non con un puro assistenzialismo fine a sé stesso e destinato al fallimento, ma fornendo gli strumenti e la formazione che li aiuti ad uscire dalla fase di sottosviluppo ed a raggiungere l’autosufficienza.
    I numeri che ci pervengono dall’Ospedale di Nyahururu allestito da Fraternità Missionaria, sono sorprendenti:
    nel 2019 ben 55.916 visite, circa 170 al giorno, 3.900 ricoveri, 1.011 nascite, e 70 interventi chirurgici al mese.
    Grazie all’équipe medica che è stata in quell’Ospedale: dott. Francesco Meduri, dott. Lepoldo Costa, dott. Giorgia Maran, dott. Maria Cristina Toffanin, dott. Raffaella Bigi, dott. Cristiana Caracciolo, Chiara Bugin e Serena Pietrangeli infermiere, Fernando Schiavon tecnico e Giacomino Padoan, direttore lavori.
    L’Ospedale comincia a camminare con le proprie gambe, ci dicono i nostri volontari, e i sanitari locali stanno rispondendo bene alle nostre sollecitazioni seguendo i protocolli.
    Organizzazione e formazione ora stanno dando i risultati, ma dobbiamo continuare a monitorare e migliorare la situazione.
    I volontari del CIAD: Paolo, Elena, Silvio, Antonietta, Domenico, Annie, Enzo, Pierino, Bepi, Primo, ci hanno raccontato dell’illuminante opera di p. Franco Martellozzo, nell’aiutare quella popolazione a superare le immani difficoltà aggravate dall’ambiente ostile.
    Dal cercare l’acqua, fonte di vita e indispensabile per gli orti delle donne, all’aiuto concreto ai contadini con la fornitura di aratri per lavorare i campi, e infine con la loro formazione: per raggiungere l’obiettivo di far migliorare la produzione e renderli autosufficienti.
    Ma anche ci è stato evidenziato come p. Franco abbia coinvolto tutta la popolazione, a cominciare dai più piccoli, a piantare gli alberi per fermare il deserto che avanza.
    La salvaguardia dell’ambiente è un problema che se in Europa comincia solo ora ad essere blandamente percepito, in quelle aree è un evento drammatico perché aggredisce lo spazio vitale.
    E le concrete azioni di p. Franco hanno attirato l’attenzione e l’interesse delle scuole coraniche e del Sultano. Una sapiente collaborazione per il bene comune.
    Il nostro impegno continua: GRAZIE ai volontari,  GRAZIE a chi ci aiuta, GRAZIE ai soci.

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  • “Papà Adai con figli e nipotini raccoglie il sorgo…Quest’anno polenta a volontà!”   scrive p. Franco su Facebook.
    Solo con la formazione agricola e con gli strumenti adatti al loro terreno e alla loro cultura potremo aiutarli a raggiungere l’autosufficienza alimentare.
    I pesanti trattori voluti dal governo si sono presto dimostrati inadatti al compito, sia perché distruggevano la parte organica del terreno, sia per le difficoltà della loro manutenzione.
    Da qui la decisione di p. Franco Martellozzo di incentivare gli agricoltori all’utilizzo di aratri ed erpici a trazione animale adatti alla diversità dei terreni. Attrezzature tra l’altro costruite dagli artigiani locali con il sostegno e il materiale fornito da Fraternità Missionaria e Mano Amica di Camposampiero, creando così anche un substrato imprenditoriale.
    Nel 2018-19 sono stati formati ben 3.800 contadini e venduti 1800 aratri a metà prezzo.
    Il successo dell’iniziativa è confortato dalle innumerevoli richieste che continuano a pervenire. Contiamo di fornirne circa 800 all’anno per i prossimi 5 anni: un aiuto concreto a quelle popolazioni per farle uscire dalla fase di sottosviluppo.


     

     

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