Come ogni anno, la gelida aria cristallina del 24 dicembre ci ricorda che domani è tale. Il Natale ci riporta bambini quando tutto sembrava magico e incantato.
E’ vero, il Signore ci regala ogni anno la magia di una festa ricca di atmosfere, dove tutti ci sentiamo più buoni, più disponibili e solidali verso gli altri, più sereni e felici di trascorrere questi giorni insieme ai familiari e agli amici più cari.
Natale per i più fortunati, significa famiglia, amicizia, allegria, ma molti però vivranno questi giorni nella paura della guerra, con l’ansia di perdere qualcuno. Problemi che non devono essere trascurati, dimenticati, ma vanno trasformati in impegno e condivisione.
Con la nostra associazione abbiamo compiuto dei piccoli gesti di solidarietà per aiutare i meno fortunati: iniziative che rendono questo mondo un po’ migliore. Azioni che ci stimolano ad essere altruisti e ad impegnarci ogni giorno nell’ambito delle nostre professioni, donando il nostro tempo poco o tanto che sia. Mi approprio delle parole di padre Ronchi: “Buon Natale a quanti sono semplicemente uomini, perché Dio se è fatto uomo. In ciò che viviamo di più bello, noi siamo la sua immagine più bella, di cui godere. Buon Natale a tutti nella frenesia di questi giorni. Il Bambino ci insegna che ci sono poche cose che contano davvero. Così poche: latte, fuoco, acqua, … e una montagna di tenerezza”. Ringrazio tutti: insieme abbiamo permesso a Fraternità Missionaria di continuare nella sua opera di supporto ai missionari e alle missionarie che agiscono nei paesi più poveri del mondo. Per tutto questo guardiamo al Natale e al nuovo anno con grande fiducia e speranza. Fiducia e speranza che auguro a tutti voi! Buon Natale e Felice 2026!
L’istruzione è la via per il riscatto delle giovani generazioni, specie nei Paesi in via di Sviluppo. La denominazione stessa che noi utilizziamo per questi Paesi è cambiata.
Prima, con un misto di compassione, li chiamavamo Paesi Sottosviluppati; ora la loro voglia di crescere, di diventare protagonisti, ci ha coinvolto, al punto di chiamarli Paesi in Via di Sviluppo.
E la loro voglia viene dal basso, dai più giovani, che vogliono emergere, crearsi un futuro.
Un grande esempio ci viene da un villaggio del Ciad, Banama, dove le giovani ragazze lavorano per pagarsi gli studi. Purtroppo esistono ancora sacche di povertà per cui i genitori non hanno la possibilità di pagare lo studio, o addirittura lo ritengono una cosa inutile per le donne. E così ecco che si materializza la loro volontà di studiare creando nuove opportunità di lavoro, con gli orti, con l’agricoltura, per avere così una fonte di guadagno.
Un’attività che ha attratto l’attenzione dei giovani maschi al punto da dare il loro aiuto alle colleghe. Anche questa una rivoluzione culturale. Una lezione per i nostri giovani, ma non solo.
Un impegno che ha ottenuto il sostegno di p. Franco Martellozzo, da sempre proiettato a dare impulso per una crescita morale e materiale di quelle popolazioni. Un impegno che ha anche il nostro sostegno.
Tanti volontari, amici e sostenitori ha visto intorno a sé, p. Franco Martellozzo, in un grande incontro avvenuto il 20 settembre.
Rappresentanti delle varie associazioni, provenienti dall’Olanda, dalla Francia e da varie regioni d’Italia, tutti assieme con un solo scopo: quello di sostenere i progetti che p. Franco porta avanti per aiutare le popolazioni del Ciad a raggiungere l’autosufficienza alimentare, primo obiettivo per aiutare quella gente a vivere dignitosamente nella loro terra.
L’incontro è stato uno sguardo al lavoro svolto, ai risultati raggiunti e agli impegni futuri, in un clima di disponibilità e collaborazione. E’ emerso come l’impegno che p. Franco profonde da 62 anni in quella regione, con azioni portate avanti con costanza, abbia raggiunto obiettivi di grande soddisfazione.
Sono ben 354 le Banche dei cereali, con 32.000 soci, che vede un successo e una diffusione al di sopra di ogni migliore aspettativa, realizzate da un’idea di p, Franco, per liberare gli agricoltori dagli strozzini.
Ma affrontare il problema della mancanza d’acqua è l’obiettivo primario. Ecco allora che per dare l’acqua nei villaggi e agli orti delle donne, continua senza sosta la costruzione di pozzi. Solo negli ultimi quattro anni sono stati realizzati 26 pozzi, 15 dighe, 8 sbarramenti per acque piovane, 32 perforazioni di cui 14 su roccia.
Di pari passo con l’acqua, si vede migliorare l’emancipazione femminile, perché le donne riescono finalmente ad avere un reddito dalla coltivazione degli orti.
Il miglioramento della produzione agricola viene da una buona coltivazione. E così ecco la fornitura di migliaia di aratri ai contadini che con questa attrezzatura aumentano la loro produzione di ben tre volte.
Anche l’istruzione ha visto un grande sviluppo e una crescente partecipazione anche femminile, con la realizzazione di scuole primarie, grazie anche al contributo della FISM, comunitarie e superiori: un altro passo per l’emancipazione della donna.
Tante azioni concrete portate avanti con passione da p. Franco, con uno sguardo a 360 gradi per realizzare in quel Paese condizioni di vita degna di essere vissuta e creare un via di sviluppo.
P. Franco nel ringraziare gli intervenuti all’incontro, i suoi sostenitori, ha voluto sottolineare come l’aiuto di tanti possa raggiungere grandi obiettivi: “un legno da solo non accende il fuoco, ma tanti legni creano un bellissimo fuoco che illumina e rischiara”.
Non solo una cena, ma un incontro tra amici che condividono gli stessi principi di solidarietà.
E’ stata un’occasione per ricordare il nostro impegno e ringraziare i volontari che si sono adoperati per realizzare progetti. Un grazie corale è stato dato da tutti i presenti ai responsabili del progetto Ospedale di Nyahururu, all’ing. Sergio Mirandola, presidente, al dott. Francesco Meduri, al geom. Giacomino Padoan, progettista e direttore lavori, al dott. Leopoldo Costa, al tecnico Fernando Schiavon , che hanno dedicato tempo prezioso, impegno, competenza e professionalità, nel realizzare questo grande progetto.
Come è nato e come è ora l’Ospedale: puoi vederlo qui.
Si è sottolineato anche il grande impegno di p. Franco Martellozzo, ripreso in una intervista sul TG di Tv2000 trasmessa in una giornata e in un momento di massimo ascolto, sui numerosi progetti da lui realizzati. Da 61 anni in Ciad, p. Franco ha lasciato un segno tangibile del suo impegno e creato le premesse perché questi progetti, tesi a dare un futuro a quella gente nella loro terra, possano essere duraturi. Tutto questa grande attività e i suoi risultati hanno attirato l’attenzione e l’interesse dei media italiani e d’oltralpe.
Infine Il Presidente ha consegnato a Giorgio Ferro un attestato di riconoscenza, per l’impegno dedicato alla realizzazione dei dispositivi per la produzione di varechina, utilizzata per potabilizzare l’acqua, sanificare alimenti e ambienti, in quei territori. Uno strumento che ha contribuito a salvare migliaia di persone dal colera a Mongo, come riferito dalla massima autorità civile.
Un dispositivo costruito in 247 unità e distribuito in 25 Paesi.
Grazie agli interventi del Sindaco Marco Schiesaro e del vicesindaco e assessore al sociale SaraRanzato che hanno sottolineato la loro vicinanza al nostro impegno di solidarietà.
E’ un invito per ritrovarsi tra amici che hanno uno scopo in comune: quello di aiutare gli altri, i più deboli, i più sfortunati. Una serata di convivialità e serenità che ci aiuterà a rafforzare la nostra amicizia e a conoscere e condividere idee e progetti per dare un futuro a chi non ce l’ha.
Il ricavato della serata sarà devoluto al progetto di pozzi in Ciad.
” Pasqua, festa di fede, di speranza e di amore. Ci ricorda che la vita ha un significato più grande e che la morte non ha l’ultima parola. Infatti è la vittoria della vita sulla morte.
In vari modi si possono fare gli auguri di Pasqua:
Buona Pasqua! Che porti pace, gioia e tanta felicità;
che la risurrezione di Cristo sia per te una festa continua. Tanti auguri di Buona Pasqua.
Cari soci, simpatizzanti e benefattori, voglio rivolgere i miei più sentiti e sinceri auguri, semplicemente, a voi e alle vostre famiglie: viviamo la gioia del Cristo risorto.
Buona Pasqua festa di salvezza e redenzione.
Auguri al fantastico mondo del volontariato che dedica il proprio tempo alla cura e al supporto dei bisognosi e che sta dando una grandissima prova di tenacia e di collaborazione.
La speranza e la fiducia nel futuro devono guidarci sempre: che sia davvero una Pasqua di rinascita per tutti noi. Che le nostre debolezze si trasformino in energia nuova. “
Sergio Mirandola, presidente.
————- scarica il pieghevolePasqua 2025
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