
Due strumenti indispensabili per l’allestimento della sala operatoria ci sono stati assegnati dalla regione Veneto e, imballati dai nostri soci, sono in fase di spedizione per Nyahururu. Un altro passo che ci aiuterà a raggiungere l’obiettivo di rendere funzionante la sala operatoria. Grazie ai tanti piccoli passi, ma tutti egualmente importanti e interdipendenti, potremo vedere realizzato il grande progetto
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Tags: aspiratore, Nyahururu, ospedale, tavolo operatorio
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Innumerevoli sono le necessità per avviare un Ospedale, specie in quelle zone disagiate dove manca tutto. Anche procurare un pasto agli ammalati è un problema che va affrontato. Un grande contributo per la sua soluzione è stato dato dalla UNOX di Cadoneghe che ha donato un forno elettrico.
Grazie a questa azienda, specializzata nella produzione di forni per grandi comunità, la preparazione di pasti per i degenti potrà cominciare. Un altro importante traguardo è stato raggiunto.
Un ringraziamento ai titolari ing. Franzolin, da parte nostra e da parte del Vescovo Paiaro, che ha voluto il progetto Ospedale. -
Grazie al contributo di euro 40.000 che la Regione Veneto ci ha confermato, dimostrando la sensibilità a realtà drammatiche, potrà avviarsi il nostro progetto di aiutare i gruppi femminili nella regione del Guera-Ciad, nelle attività orticole. Potremo così fornire alle donne, che sono rimaste sole a coltivare gli orti, un aiuto per migliorarne la produzione con l’acquisto di mezzi idonei, insegnare loro a produrre ed utilizzare il compost, costruire canali/fossati per la raccolta e il mantenimento dell’acqua, realizzare impianti di irrigazione a goccia, e ottenere così il miglioramento in quantità e qualità della produzione di ortaggi. Infine realizzare recinzioni metalliche di confine degli orti per protezione contro gli animali vaganti evitando che questi possano distruggere la produzione.
Obiettivo: dare alle famiglie una opportunità di crescita e infondere una metodologia cooperativa con la creazione di gruppi per l’acquisto di sementi, lo scambio dei prodotti finali e la loro commercializzazione.
I prodotti dell’orto permettono così alla donna di nutrire la famiglia, migliorando di molto il tenore nutritivo del cibo, mentre il ricavato della commercializzazione l’aiuterà a far fronte agli altri bisogni della famiglia.


Tags: Guera-Ciad, martellozzo, orti, regione veneto
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Riportiamo integralmente l’articolo apparso nella sezione news del sito ETRA e che è stato ampiamente diffuso nel telegiornale di Telenuovo il 16 Gennaio15.01.2015
Grazie al sostegno di ETRA, l’associazione no profit padovana “Fraternità Missionaria” è riuscita a fornire anche alla popolazione di un campo profughi del Sahara uno strumento in grado di potabilizzare l’acqua. Tramite il procedimento di elettrolisi viene prodotta varechina, che può essere utilizzata per rendere potabile l’acqua da bere ma anche per ridurre l’inquinamento in quella utilizzata nei campi coltivati, oltre a disinfettare i contenitori alimentari. L’applicazione di questo macchinario è stata studiata e descritta all’interno della tesi di master in Cooperazione internazionale di Caterina Costanzo, studentessa dell’Università di Padova.
La collaborazione con “Fraternità Missionaria” è attiva dal 2009, da quando Etra si è impegnata per il perfezionamento del potabilizzatore, che permette di disinfettare due litri d’acqua da bere con appena una trentina di gocce di varechina. Numerosi i Paesi in cui è stata distribuita l’apparecchiatura in grado di abbattere il numero di malattie e infezioni generato dai batteri presenti nell’acqua: Angola, Brasile, Camerun, Guinea Bissau, Kenya, Repubblica Centro Africana, Tanzania, Ciad, Filippine, Papua Nuova Guinea, Mali. «L’impegno profuso per questo tipo di progetti fa capire quanto sia importante salvaguardare un bene prezioso come l’acqua ” commenta Stefano Svegliado, presidente del Consiglio di gestione ” che spesso qui diamo per scontato ma in realtà è assente o imbevibile in larga parte del mondo e determina la morte di nostri simili ogni giorno. Un’idea semplice e poco costosa come il potabilizzatore permette di salvare molte vite umane». -
Dicembre 2014
Individuare le priorità per organizzare e rendere operativa la sala operatoria dell’Ospedale di Nyahururu. Questa la mission dei nostri 3 volontari appena rientrati: il dott. Franco Meduri, chirurgo; Ferdinando Schiavon, tecnico di apparecchiature elettro-medicali; geom. Giacomo Padoan, direttore lavori. Nell’incontro tra il consiglio direttivo e i volontari che hanno toccato con mano le problematiche della realizzazione, è stato individuato come primo obiettivo l’acquisto di un gruppo elettrogeno di 150 KW, premessa indispensabile per provvedere poi all’acquisto e al funzionamento delle attrezzature elettromedicali necessarie. In questa direzione l’associazione si sta impegnando per una raccolta di fondi.
Un grande impegno organizzativo, che ci vede confrontati ogni giorno con nuove difficoltà da superare. Un impegno finanziario crescente che ha bisogno della solidarietà e dell’aiuto concreto: solo con la sensibilità di molti il nostro progetto potrà realizzarsi.




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Verificare la logistica e quanto necessita per approntare l’allestimento della sala operatoria, è la mission per cui sono partiti il dott. Franco Meduri, chirurgo, Ferdinando Schiavon, tecnico di apparecchiature medicali e il geom. Giacomo Padoan, direttore lavori. Li raggiungerà un container con: un ecografo acquistato con parte del lascito Novellati, un ecotomografo avuto dalla Regione Veneto, un microscopio donato dal dott. Franco Meduri, ferri chirurgici donati dal prof. Domenico Bottecchia.
A piccoli passi, ma con costanza il nostro progetto si sta realizzando.Tags: Bottecchia, kenya, lascito Novellati, Meduri, Nyahururu, ospedale, Padoan, Schiavon
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Ricevuto dalla C.E.I. la prima tranche di 20.000,00 euro sul totale del progetto approvato di euro 33.988,00. Come sottolinea la C.E.I. “ i fondi provengono dalla fiducia del Popolo Italiano che destina l’otto x mille del gettito complessivo IRPEF alla Chiesa Cattolica”. La destinazione dell’otto x mille a un ente o associazione benefica è un modo semplice che se usato con intelligenza ci consente di essere tutti dei benefattori.
Con la costruzione di un Centro di formazione si possono avviare corsi di alfabetizzazione e formazione per consentire alle giovani donne di imparare a gestire meglio la famiglia nell’ambito igienico-sanitario, nutrizionale, dell’economia domestica. Le due sale polivalenti realizzate presso il Centro serviranno per attività di alfabetizzazione e per incontri di educazione igienico-sanitaria, di salute materno-infantile, di puericultura, economia domestica, cucina ed educazione nutrizionale, orticoltura e allevamento, per dare una formazione “globale” a ragazze (future spose e future madri) e giovani donne, offrendo loro anche qualche input per l’avvio di piccole attività (i capi d’abbigliamento confezionati potranno essere venduti nei mercati locali). Il centro sarà costituito da: 1) Il Blocco delle aule (2 sale polivalenti per le attività di alfabetizzazione, di formazione teorica e pratica, un ufficio-magazzino; 2) il Blocco del dormitorio ( 3 stanze per ospitare le ragazze provenienti dalle zone più remote per offrire loro la possibilità di mangiare e dormire in loco; 3) il Blocco servizi; 4) un pozzo dotato di pompa.“Chi educa un bambino educa un uomo. Chi educa una bambina educa un popolo.”
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Evitare che le donne partoriscano nelle loro capanne senza un minimo di sicurezza e di igiene, dare il servizio di una chirurgia d’urgenza: due obiettivi da realizzare in una zona dove la sanità è assente.
Il Set per sala operatoria, comprendente apparecchi per radiografia, ecografia, lampada scialitica, ferri chirurgici, dispositivi per la produzione di varechina, ecc., è in fase di spedizione e arriverà a destino fra circa un mese.
Ma non basta. Occorre formare in loco il personale che dovrà condurre l’ospedale e usare le attrezzature: i medici, l’ostetrica, le infermiere, i tecnici addetti alle attrezzature, il personale addetto alla manutenzione del complesso.
E’ in fase di completamento il piano terra, con tutti i servizi: la cucina, le finestre, l’impianto di aria condizionata, l’impianto di ossigeno, l’acqua calda e fredda, il generatore di corrente, i letti, le lenzuola, ecc.
Il progetto, fortemente voluto da Mons. Luigi Paiaro, richiede un notevole sforzo economico, logistico e organizzativo, ma che diventa possibile solo con la solidarietà.
Serve un atto concreto di solidarietà, serve l’indispensabile apporto di volontari che diano la propria disponibilità, ciascuno secondo le proprie competenze.
Grazie a chi si è adoperato finora: al dott. Franco Meduri per l’allestimento della sala operatoria, a chi si è interessato per il materiale ospedaliero.
Grazie a chi si è reso disponibile ad andare in loco per la formazione del personale: il dott. Meduri, chirurgo, la dott.ssa Sibilla Boldrin con il fidanzato Gianmarco, anestesisti, Fernando Schiavon per i tecnici addetti al materiale sanitario.
Grazie ai donatori, grazie al Sign. Mario Novellati di Milano, deceduto, che ha disposto che il 40 % risultante dalla vendita del suo appartamento venga devoluto a Fraternità Missionaria per l’Ospedale e i bambini del Kenya: un concreto atto di sensibilità.Cerchiamo l’aiuto di tutti perché il cammino è ancora lungo e l’impegno è immane.
















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