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  • Cari amici,                                   23 Dicembre 2010      Barrio Cuba – Costarica

    Qui è tutta un’effervescenza di iniziative: abbiamo avuto ogni sera un 350 bambini, forse attirati anche dal regalo di qualche caramella o dolciumi, ma sicuramente un piccolo messaggio ha anche fatto breccia nel loro cuore. L‘educazione scolastica, umana e religiosa ricevuta, già mostrava i suoi benefici effetti, rispetto all’ambiente in cui vivono, la zona più miserabile di Barrio Cuba.

    Il nostro economo provinciale poi, mi ha fatto sapere che… siamo in rosso! Mi ha detto che va bene cercare aiuti per i poveri e per i progetti parrocchiali, ma che dobbiamo anche cercare aiuti per noi, per vivere,… E così, un’altra volta la Provvidenza, chissà voglia servirsi di qualcuno di voi.

    Chiudo con una preghiera di Ermes Ronchi: “Mio Dio, mio Dio bambino, povero come l’amore, umile come la paglia dove sei nato,… ma che ci mostri gli occhi di Dio e l’umiltà di Dio. Mio Dio, incapace di difenderti e di aggredire, mio Dio che come un bambino altro non sai fare che chiedere e donare amore, insegnaci che non c’è altro senso, che non c’è destino, non c’è futuro se non diventare come te”.
     Amen. Buon Natale. Un abbraccio.
     

    p. Franco Noventa


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  • 1 novembre 2010        Barrio Cuba – San Josè – COSTA RICA

    Ormai da 12 giorni mi ritrovo nella mia parrocchia di Barrio Cuba, una barracopoli della capitale S.Josè. La gente mi ha fatto un’accoglienza calorosissima, e questo mi ha dato grande gioia e ha rinnovato la mia volontà di dedicarmi loro con tutte le mie energie, anche se mi restano i miei dolori.
    Ho detto loro il mio desiderio di camminare con loro e han capito che quando non potrò rispondere a qualche loro attesa, specialmente di sera, sarà perché i miei problemi di salute non me lo permetteranno.

     

    La parrocchia conta circa 30.000 abitanti, con una popolazione eterogenea composta principalmente da immigranti dalle zone rurali e una sempre più grande immigrazione di Nicaraguensi.
    Soprattutto nei “precarios” (= agglomerati più o meno grandi di baracche), la gente vive in condizioni sub-umane: in un ambiente di paura, di violenza, di insicurezza, di una condotta aggressiva contro i bambini e le donne.
    Come conseguenza di tutto questo si assiste a un processo di disintegrazione familiare, divorzi, separazioni coniugali, infedeltà e irresponsabilità paterna.
    Abbondano le ragazze madri adolescenti e le donne capo famiglia.
    Per sopravvivere, molti si lanciano nella delinquenza, nel furto,nell’alcool, nel traffico e vendita di droga, nella vendita di articoli rubati.
    Altri si danno alla prostituzione, nelle strade, in certe case o in luoghi pubblici…

     

    Perché allora i saloni parrocchiali?
    Per offrire alla nostra gente uno spazio tranquillo dove poter incontrarsi, ascoltarsi, e avere anche una formazione sociale.
    Nei pomeriggi, i saloni potranno servire anche a dare sostegno scolastico ai bimbi che nelle loro baracche non riuscirebbero a combinare niente.

    … domani, commemorazione di tutti i fedeli defunti, ricorderò particolarmente al Signore nella S. Messa tutti i defunti delle vostre famiglie.
    Continuate anche voi a ricordarmi nella vostra preghiera, perché il Signore mi dia, se è sua volontà, la salute sufficiente per lavorare per il suo Regno qui… il più a lungo possibile.


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