
Riportiamo per intero il messaggio che p. Franco Martellozzo ci invia per ringraziare l’organizzatore e quanti, con la loro partecipazione al ”Concerto per un pozzo“ tenutosi a Borgoricco, contribuiscono ad alleviare le sofferenze in quella parte del mondo.
“Sono qui per ringraziarvi del vostro apporto alla soluzione del problema dell’acqua e anche per aprire la vostra visione all’ orizzonte dei paesi del SAHEL, dove si trova la mia diocesi di Mongo.
Il termine “Sahel” in arabo significa “sponda” e fu coniato dai cammellieri che attraversavano il deserto. Quando finalmente dei timidi alberelli apparivano all’orizzonte dopo giorni e giorni di sabbie, questi esclamavano: “Ecco la sponda!“ Il deserto era finito e iniziavano le terre abitate.
Da qui il termine è passato ad indicare tutta la fascia africana che fa da sponda al Sahara verso il Sud. Dopo il Sahel c’è la savana e dopo la savana la foresta equatoriale del Congo.
Il Sahel dunque, è una regione dove le piogge sono scarse, le sorgenti d’acqua rare e l’agricoltura difficile da praticare. Inoltre l’azione dell’uomo col disboscamento selvaggio e l’allevamento incontrollato, favorisce l’avanzata del deserto e l’impoverimento delle popolazioni.
E contro questa avanzata delle sabbie che noi lottiamo attraverso un insieme di attività, la più importante delle quali è senz’altro lo scavo di pozzi.
Il pozzo, fornendo l’acqua tutto l’anno, favorisce prima di tutto la coltura degli orti che permette alle mamme di nutrire meglio la famiglia.
Nello stesso tempo rende possibile una vasta azione di rimboscamento su tutto il territorio grazie all’impegno dei bambini. Alla festa annuale dell’albero, ogni bambino riceve un albero da piantare, innaffiare e proteggere. Alla festa dell’anno seguente dei premi saranno distribuiti ai migliori.
Il vostro contributo dunque andrà ad alimentare i progetti: ”Pozzi per gli orti delle donne” e al Concorso per i bambini “Piantagione alberi”.
Ancora GRAZIE a chi ha organizzato e a voi.
Un abbraccio
P. Franco Martellozzo”
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