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  • …ho fatto l’abituale riunione con i responsabili-animatori delle 26 comunità cristiane della missione di Tikem, per conoscere il vissuto della gente e i problemi che affrontano.
    Tra le tante, ecco una situazione incredibile:
    Nel Villaggio di Gourmouy, un uomo con un fagotto andava per strada. I gendarmi  gli chiedono cosa porta nel fagotto. Lo aprono e ne esce il braccio di una persona. “Dove vai con questo braccio?” “Vado a seppellirlo”. “Di chi è questo braccio?” “Di mio figlio”. “Tuo figlio dov’è?” .“Da un guaritore, era ammalato e gli ha amputato il braccio”.
    I gendarmi si sono fatti accompagnare dal guaritore e l’hanno arrestato…. Mi parlavano di questo Barthélémy che taglia braccia e gambe con grande successo, cioè la gente non muore dopo l’operazione. Credevo che questo Barthélémy fosse un aggiusta-ossa, che avesse ricomposto delle fratture.
    Il problema qual è? Tutti mi chiedono di intercedere presso il giudice per fare uscire di prigione il loro “dottore” perchè è un benefattore. Chiedo loro: “Ma vi rendete conto cosa ha fatto?”  Nessuno lo accusa, tutti sono soddisfatti delle prestazioni. La popolazione di Gourmouy e dei villaggi vicini è tutta dalla sua parte e aspetta il suo ritorno.
    Non ho dormito pensando a queste “operazioni chirurgiche”: il dolore dei malati, le condizioni igieniche, gli strumenti usati…
    …devo fare un grande sforzo per non far vedere il mio sconcerto, la mia ira. Le situazioni sono complesse e ci vuole molta pazienza…
    Un abbraccio a tutti,
    d. Giulio da Fianga-Ciad

     

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  •  L’insufficienza alimentare, la scarsità di acqua, la desertificazione, la scarsa produttività dei terreni, affliggono da sempre le popolazioni del CIAD: tutto questo porta ad un immobilismo economico e a una sopravvivenza che porta alla disperazione.

    Dal 1998 avviato il   “CENTRO DI FORMAZIONE AGRICOLA”  a Gouyou – Fianga.

    La nostra Associazione ha finanziato e costruito:

    – 24 boukarou ( alloggi che ospitano gli stagisti, il direttore, i docenti ),
    – due grandi aule per la didattica,
    – un granaio – magazzino,
    – un pozzo,
    – un serbatoio idrico (fornito dal nostro socio Gastone Grazian),
    – servizi igienici,
    – un’infermeria,
    – un orto comunitario,
    – circa 100 ettari coltivabili,
    – e ora anche una stalla per i bovini costruita dall’ONG Cesvitem di Mirano (VE)

    Ogni due anni si alternano ai corsi teorici e pratici tenuti da docenti locali, una dozzina di giovani coppie di Fianga, Seré, Koupour, Tikem.


    Vengono tenute lezioni teoriche e pratiche di:

    · alfabetizzazione,

    · francese (lingua ufficiale in Ciad),

    · tecniche e pratiche colturali,

    · orticoltura,

    · sperimentazione di coltivazioni là sconosciute, come frumento, riso, ecc.,

    · tecniche di allevamento dei bovini e di animali da cortile,

    · gestione di piccole imprese familiari,

    · igiene e salute.
    L’educazione cristiana che è a cura di Don Fabio

    E’ importante insegnare le tecniche agricole elementari, ma importanti e a loro sconosciute.

    Il Centro è dotato di capi di bestiame.       Per migliorare la produttività del terreno, il nostro Presidente ha insegnato la tecnica della fermentazione del letame per la produzione di fertilizzanti.

    I risultati sono stati stupefacenti :  la produttività del terreno è stata fino a 4 – 5 volte superiore a quella usualmente ottenuta

    Fin dal nascere di questo centro la nostra Associazione  sostiene economicamente il Direttore del corso, che              “ garantisce la continuità formativa del Centro che sta diventando punto di riferimento per la comunità di Gouyou e per la popolazione del territorio”.

    Obiettivo del progetto

    Le coppie, una volta finito il corso, dovranno trasmettere alla loro comunità quanto appreso per rafforzare le attività produttive locali.   Potranno così migliorare le condizioni di vita, non solo del loro nucleo famigliare, ma di tutta la comunità, per il raggiungimento dell’autosufficienza alimentare.

    “Il riscatto dell’Africa non può che venire dall’educazione che induce un cambiamento della società: per far crescere le popolazioni nel luogo d’origine, per evitare loro le migrazioni, la clandestinità”.

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