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AZIENDE SOSTENITRICI

  • cenut_03_jpg[1]Ricevuto dalla C.E.I. la prima tranche di 20.000,00 euro sul totale del progetto approvato di euro 33.988,00. Come sottolinea la C.E.I. “ i fondi provengono dalla fiducia del Popolo Italiano che destina l’otto x mille del gettito complessivo IRPEF alla Chiesa Cattolica”. La destinazione dell’otto x mille a un ente o associazione benefica è un modo semplice che se usato con intelligenza ci consente di essere tutti dei benefattori.
    Con la costruzione di un Centro di formazione si possono avviare corsi di alfabetizzazione e formazione per consentire alle giovani donne di imparare a gestire meglio la famiglia nell’ambito igienico-sanitario, nutrizionale, dell’economia domestica. Le due sale polivalenti realizzate presso il Centro serviranno per attività di alfabetizzazione e per incontri di educazione igienico-sanitaria, di salute materno-infantile, di puericultura, economia domestica, cucina ed educazione nutrizionale, orticoltura e allevamento, per dare una formazione “globale” a ragazze (future spose e future madri) e giovani donne, offrendo loro anche qualche input per l’avvio di piccole attività (i capi d’abbigliamento confezionati potranno essere venduti nei mercati locali). Il centro sarà costituito da: 1) Il Blocco delle aule (2 sale polivalenti per le attività di alfabetizzazione, di formazione teorica e pratica, un ufficio-magazzino; 2) il Blocco del dormitorio ( 3 stanze per ospitare le ragazze provenienti dalle zone più remote per offrire loro la possibilità di mangiare e dormire in loco; 3) il Blocco servizi; 4) un pozzo dotato di pompa.

    “Chi educa un bambino educa un uomo. Chi educa una bambina educa un popolo.”

     

     

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  • DSC_0032DSC_0034La serata-evento, con musica sublime di alto livello, tenutasi nella bella cornice della Chiesa di S. Marco a Camposampiero, ha visto riuniti amici e sostenitori attorno a p. Martellozzo, che da 51 anni vive in CIAD, in una realtà dove la missione diventa eroismo.
    Non poteva mancare un breve excursus su quanto lui ha fatto in Ciad: dalla costruzione di pozzi, di scuole, di centri sanitari, alla realizzazione della Banca dei Cereali, per ricordare ai presenti il suo impegno per salvare tante vite sottraendo grandi fasce di popolazione alla fame e alla sete.
    L’orchestra da camera “Giacomo Facco” ha eseguito magistralmente musiche che hanno rapito ed emozionato il pubblico e ha contribuito a far sentire a p. Franco tutto l’affetto e la vicinanza di quanti lo stimano. Ma c’è stato anche un sostegno concreto: la raccolta di ben 1.230,00 Euro che andranno a finanziare il progetto di aiuto alle mogli degli alcolisti, presentato nella serata da p. Martellozzo.
    Grazie agli organizzatori, in particolare alla nipote Cristina, all’orchestra per la sua disponibilità e al pubblico presente.
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  • 20140416_103418       Tikem (Ciad),  11 maggio 2014
    …sui missionari italiani del Camerun e del Ciad pesa su tutti il sequestro di due nostri amici, due preti vicentini, e una suora canadese, ottantenne e malata…tutti pensano agli islamisti di Boko Harram.   Nella stessa zona del Camerun la setta aveva sequestrato l’anno scorso una famiglia francese con quattro bambini e un prete.   Boko Harram é contro l’ “insegnamento occidentale”: ‘Boko’ viene dal termine inglese ‘book’ che significa libro e ‘harram’ significa ‘impuro’. L’ultimo colpo è stato il rapimento di più di duecento ragazze per venderle come schiave.  Il Nord della Nigeria resta profondamente arretrato e quindi terreno fertile per ogni tipo di fanatismo.  Lo Stato è sostanzialmente assente. … in Nigeria attentati contro le Chiese, le caserme, stragi nelle scuole e in diversi villaggi. …Poi hanno fatto saltare la sede dell’ONU ad Abuja, la capitale del paese. Adesso sembra proprio che anche il Nord Camerun sia ‘contaminato’ dalla presenza dei Boko Harram. …Gli occidentali se ne sono quasi tutti andati, i missionari rimasti sono permanente scortati sia in casa sia fuori. La situazione è preoccupante. … annunciare il vangelo con qualcuno sempre dietro armato fino ai denti non è la cosa la più naturale.  Qualora la progressione dei fondamentalisti di Boko Harram continuasse, dopo il nord Camerun c’è il Ciad… Il nostro pensiero va ai nostri amici vicentini e alla povera suora.  Sono già passate 5 settimane….
    Un saluto e un forte abbraccio a tutti!        don Giulio                 leggi   la lettera completa di d. Giulio.pdf

    A Tikem Fraternità Missionaria sta avviando un centro di accoglienza e formazione per donne: il contrasto al fanatismo e alla schiavitù passa attraverso l’emancipazione.

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  • 134150 Su iniziativa di padre Martellozzo, abbiamo realizzato 4 pozzi in zone dove la sopravvivenza è un dramma quotidiano, grazie anche al contributo di ATO Brenta, consorzio di enti locali. E’ il nostro modo per sostenere la giornata mondiale dell’acqua.
    1 –  BOKOYO S. ETIENNE:  9 mt.;  permette alle donne di evitare 6 km di strada a piedi per andare ad attingere.
    2 – TAKAR: 16 mt;  pozzo provvidenziale scavato nella roccia, molto importante perché la zona é montana, arida, dove anche i buoi dei pastori arabi vengono a bere.
    3 CAMPO BARO:  11 mt;  unico pozzo situato in zona di cultura che permette a 50 famiglie di Baro di attingere acqua senza dover percorrere lunghe distanze.
    4 – BARO ORTO DONNE AMTINE: 10 mt;  permette alle donne di innaffiare i loro orti e di mantenere la propria famiglia

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  • A N’djamena, la capitale, l’assistenza medica per 500.000 abitanti era fornita data da un piccolo ospedale di soli 28 letti. Dal 2007 è operativo il nuovo ospedale, “le bon Samaritain”,  costruito con i contributi di varie associazioni, con la creazione della Facoltà di Medicina
    e Chirurgia all’interno dell’Ospedale, per far fronte alla deficitaria situazione di personale sanitario.
    Docenti europei volontari si alternano a formare una nuova classe di medici e infermieri, giovani con grande sete di conoscere e di migliorare: dare loro questa opportunità di crescere è la via per aiutarli ad uscire da una condizione di prostrazione.
    E’ appena rientrato dopo aver tenuto un corso di istruzione agli studenti il nostro consigliere prof. Domenico Bottecchia, mentre la moglie Annie ha prestato il suo servizio come infermiera e preparatrice di sala operatoria. Il riconoscimento degli studenti è il miglior grazie per un impegno nuovo e gratificante.

     

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  • Consegnati alla fine del 2011 all’Ospedale “Le bon Samaritain” di N’Djamena,  3  workstation per l’anestesia e ventilazione di pazienti, donatici  da una clinica di Bolzano.
    Le apparecchiature di ultima generazione, complete di  monitoraggio per il controllo dei parametri vitali del paziente, vengono utilizzate per: anestesia generale in sala operatoria, rianimazione del paziente in terapia intensiva.
    Data la loro complessità e delicatezza nell’utilizzo, gli apparecchi sono stati revisionati e collaudati da un nostro socio specializzato.
    All’Ospedale di Goundi, nel sud del Ciad, è stato consegnato in passato un laboratorio di analisi, donato dal “laboratorio di analisi Valentini” di Padova.

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  •   “Atobrenta.it”, consorzio di enti locali sensibile ai problemi dell’acqua come risorsa e sviluppo, ha sostenuto il nostro progetto per la costruzione di 2 pozzi in 2 villaggi vicini a Mongo.
    Il primo pozzo è stato terminato, e finalmente 1.500 abitanti del villaggio di Baljè  possono accedere all’acqua.
    Il pozzo profondo 18 metri e largo 1,40 ha le pareti rinforzate di cemento armato per evitare il crollo a causa delle piogge.
    Comprende anche abbeveratoi indispensabili per il bestiame.
    Un altro passo per dare a quelle popolazioni speranza di vita migliore.

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  • La scuola portata a termine da padre Martellozzo tra mille difficoltà, tra cui mancanza d’acqua e di personale, è ora completa di cucina, recinzione, banchi.
    Progetto realizzato grazie all’importante contributo finanziario della Caritas Antoniana, dell’Associazione Mano Amica di Camposampiero e dell’Associazione Amici di Martellozzo: una sinergia che queste  associazioni no profit hanno saputo mettere a frutto per la realizzazione assieme a Fraternità Missionaria di un importante progetto.

    Dalla lettera di padre Martellozzo: per capire l’ambiente e i problemi incontrati.

    “Sono finalmente libero dal cantiere della scuola di Golomti che mi ha impegnato dal 15 Ottobre 2010 al 1 Giugno 2011.
    In questo tipo di cantieri è il villaggio che deve fornire tutta la mano d’opera non qualificata: in pratica otto manovali al giorno e quattro donne per portare l’acqua.
    Prima difficoltà: niente acqua.
    Dall’inizio del cantiere mi accorsi che l’unica pompa del villaggio (a mano) era rotta e tutti i pozzi della zona erano secchi con i tubi mangiati dalla ruggine.
    Non essendoci nessun servizio di manutenzione, mandai un amico nella capitale per ricuperare  il necessario e installare una pompa nuova.
    Nel frattempo analizzai tutti i pozzi secchi per scrutare la possibilità di metterne in funzione almeno uno. Tutti si fermavano su una placca di granito.
    Finalmente scoprii un buco di 10 metri nella sabbia del corso d’acqua secco e da questo buco le donne tiravano dei secchielli d’acqua: la sabbia era profonda e l’acqua c’era.
    Degli amici saldatori in tre giorni mi confezionarono un pozzo tramite fusti di benzina tagliati e adattati.
    Poi si mise al lavoro un asinello e l’acqua finì per arrivare sul cantiere  tutti i giorni aspettando che il materiale
    per la pompa arrivasse dalla capitale.
    I responsabili della banca dei cereali vendettero qualche sacco di miglio per pagare i manovali e lasciare i contadini
    a preparare i loro campi: così tutto fu concluso per la fine di Maggio.
     
    “E’ la scuola del villaggio, costruita col sudore dei genitori.”
    L’anno venturo tutti i bimbi di Golomti potranno sedersi sui banchi di una scuola stupenda e linda….come tutti gli scolaretti del mondo o quasi.
    Franco Martellozzo

     

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