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  • Cattura“Una famiglia felice qui con il suo orto vive tranquilla e non ha bisogno di venire in Italia sui barconi per morire prima di arrivare.” Così conclude il suo videomessaggio p. Martellozzo quando spiega la ragione che lo ha spinto a realizzare gli orti per offrire l’opportunità a quelle popolazioni di migliorare le condizioni di vita.
    Grazie all’aiuto della Caritas Antoniana che ha deliberatoil finanziamento di 15.000 euro, il progetto della realizzazione degli orti prenderà uno sviluppo sempre più importante, consentendo alle popolazioni del Guera di vivere dignitosamente e felicemente nel loro contesto.

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  • Dare alle famiglie l’opportunità di un miglioramento del proprio tenore di vita. E’ questo l’obiettivo del progetto orti comunitari che p. Martellozzo sta portando avanti con costanza nella regione del Guera in Ciad.
    Nel video p. Martellozzo ci spiega come le donne possano contribuire a migliorare non solo il tenore nutritivo della famiglia, ma anche il suo reddito, con la commercializzazione dei prodotti degli orti comunitari. Aiutiamolo!

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  • L'arte per il CiadStrappare alla Terra lo stretto necessario per sopravvivere in habitat ostili come nel Ciad: da anni padre Franco Martellozzo sta portando avanti il progetto degli orti comunitari, con la realizzazione di pozzi e la messa a dimora di alberi.
    Un lavoro che continua a richiedere caparbietà nello strappare metro dopo metro la terra al deserto, nella regione di Guera.  Pochi metri quadrati coltivati dalle donne associate in gruppi non solo per nutrire le loro famiglie, ma con la speranza di superare la pura agricoltura di sussistenza.
    65 artisti italiani hanno realizzato e donato al Magis, Gesuiti missionari,  a cui appartiene p. Martellozzo,  opere ispirate a questo progetto, che sono state esposte in una importante mostra a Roma.
    Le opere di 20 artisti si possono consultare nel Catalogo opere.pdf
    Gli artisti sono presenti in numerose mostre in Italia e all’estero. Clicca quì per le note biografiche e critiche degli artisti
    Appassionati e intenditori potranno chiedere le opere devolvendo un’offerta. Sarà un’opportunità per aiutare le donne a migliorare la loro condizione di vita e quella della famiglia.  È speranza di futuro!
    L’offerta minima per ogni singola opera è indicata nel catalogo e va fatta mediante versamento a Fraternità Missionaria, secondo le indicazioni riportate nel catalogo e nel sito
    Il piacere di avere un’opera d’arte è ancor più grande se questo aiuta chi è nel bisogno.

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  • cenut_03_jpg[1]Ricevuto dalla C.E.I. la prima tranche di 20.000,00 euro sul totale del progetto approvato di euro 33.988,00. Come sottolinea la C.E.I. “ i fondi provengono dalla fiducia del Popolo Italiano che destina l’otto x mille del gettito complessivo IRPEF alla Chiesa Cattolica”. La destinazione dell’otto x mille a un ente o associazione benefica è un modo semplice che se usato con intelligenza ci consente di essere tutti dei benefattori.
    Con la costruzione di un Centro di formazione si possono avviare corsi di alfabetizzazione e formazione per consentire alle giovani donne di imparare a gestire meglio la famiglia nell’ambito igienico-sanitario, nutrizionale, dell’economia domestica. Le due sale polivalenti realizzate presso il Centro serviranno per attività di alfabetizzazione e per incontri di educazione igienico-sanitaria, di salute materno-infantile, di puericultura, economia domestica, cucina ed educazione nutrizionale, orticoltura e allevamento, per dare una formazione “globale” a ragazze (future spose e future madri) e giovani donne, offrendo loro anche qualche input per l’avvio di piccole attività (i capi d’abbigliamento confezionati potranno essere venduti nei mercati locali). Il centro sarà costituito da: 1) Il Blocco delle aule (2 sale polivalenti per le attività di alfabetizzazione, di formazione teorica e pratica, un ufficio-magazzino; 2) il Blocco del dormitorio ( 3 stanze per ospitare le ragazze provenienti dalle zone più remote per offrire loro la possibilità di mangiare e dormire in loco; 3) il Blocco servizi; 4) un pozzo dotato di pompa.

    “Chi educa un bambino educa un uomo. Chi educa una bambina educa un popolo.”

     

     

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  • DSC_0032DSC_0034La serata-evento, con musica sublime di alto livello, tenutasi nella bella cornice della Chiesa di S. Marco a Camposampiero, ha visto riuniti amici e sostenitori attorno a p. Martellozzo, che da 51 anni vive in CIAD, in una realtà dove la missione diventa eroismo.
    Non poteva mancare un breve excursus su quanto lui ha fatto in Ciad: dalla costruzione di pozzi, di scuole, di centri sanitari, alla realizzazione della Banca dei Cereali, per ricordare ai presenti il suo impegno per salvare tante vite sottraendo grandi fasce di popolazione alla fame e alla sete.
    L’orchestra da camera “Giacomo Facco” ha eseguito magistralmente musiche che hanno rapito ed emozionato il pubblico e ha contribuito a far sentire a p. Franco tutto l’affetto e la vicinanza di quanti lo stimano. Ma c’è stato anche un sostegno concreto: la raccolta di ben 1.230,00 Euro che andranno a finanziare il progetto di aiuto alle mogli degli alcolisti, presentato nella serata da p. Martellozzo.
    Grazie agli organizzatori, in particolare alla nipote Cristina, all’orchestra per la sua disponibilità e al pubblico presente.
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  • 20140416_103418       Tikem (Ciad),  11 maggio 2014
    …sui missionari italiani del Camerun e del Ciad pesa su tutti il sequestro di due nostri amici, due preti vicentini, e una suora canadese, ottantenne e malata…tutti pensano agli islamisti di Boko Harram.   Nella stessa zona del Camerun la setta aveva sequestrato l’anno scorso una famiglia francese con quattro bambini e un prete.   Boko Harram é contro l’ “insegnamento occidentale”: ‘Boko’ viene dal termine inglese ‘book’ che significa libro e ‘harram’ significa ‘impuro’. L’ultimo colpo è stato il rapimento di più di duecento ragazze per venderle come schiave.  Il Nord della Nigeria resta profondamente arretrato e quindi terreno fertile per ogni tipo di fanatismo.  Lo Stato è sostanzialmente assente. … in Nigeria attentati contro le Chiese, le caserme, stragi nelle scuole e in diversi villaggi. …Poi hanno fatto saltare la sede dell’ONU ad Abuja, la capitale del paese. Adesso sembra proprio che anche il Nord Camerun sia ‘contaminato’ dalla presenza dei Boko Harram. …Gli occidentali se ne sono quasi tutti andati, i missionari rimasti sono permanente scortati sia in casa sia fuori. La situazione è preoccupante. … annunciare il vangelo con qualcuno sempre dietro armato fino ai denti non è la cosa la più naturale.  Qualora la progressione dei fondamentalisti di Boko Harram continuasse, dopo il nord Camerun c’è il Ciad… Il nostro pensiero va ai nostri amici vicentini e alla povera suora.  Sono già passate 5 settimane….
    Un saluto e un forte abbraccio a tutti!        don Giulio                 leggi   la lettera completa di d. Giulio.pdf

    A Tikem Fraternità Missionaria sta avviando un centro di accoglienza e formazione per donne: il contrasto al fanatismo e alla schiavitù passa attraverso l’emancipazione.

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  • 134150 Su iniziativa di padre Martellozzo, abbiamo realizzato 4 pozzi in zone dove la sopravvivenza è un dramma quotidiano, grazie anche al contributo di ATO Brenta, consorzio di enti locali. E’ il nostro modo per sostenere la giornata mondiale dell’acqua.
    1 –  BOKOYO S. ETIENNE:  9 mt.;  permette alle donne di evitare 6 km di strada a piedi per andare ad attingere.
    2 – TAKAR: 16 mt;  pozzo provvidenziale scavato nella roccia, molto importante perché la zona é montana, arida, dove anche i buoi dei pastori arabi vengono a bere.
    3 CAMPO BARO:  11 mt;  unico pozzo situato in zona di cultura che permette a 50 famiglie di Baro di attingere acqua senza dover percorrere lunghe distanze.
    4 – BARO ORTO DONNE AMTINE: 10 mt;  permette alle donne di innaffiare i loro orti e di mantenere la propria famiglia

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  • A N’djamena, la capitale, l’assistenza medica per 500.000 abitanti era fornita data da un piccolo ospedale di soli 28 letti. Dal 2007 è operativo il nuovo ospedale, “le bon Samaritain”,  costruito con i contributi di varie associazioni, con la creazione della Facoltà di Medicina
    e Chirurgia all’interno dell’Ospedale, per far fronte alla deficitaria situazione di personale sanitario.
    Docenti europei volontari si alternano a formare una nuova classe di medici e infermieri, giovani con grande sete di conoscere e di migliorare: dare loro questa opportunità di crescere è la via per aiutarli ad uscire da una condizione di prostrazione.
    E’ appena rientrato dopo aver tenuto un corso di istruzione agli studenti il nostro consigliere prof. Domenico Bottecchia, mentre la moglie Annie ha prestato il suo servizio come infermiera e preparatrice di sala operatoria. Il riconoscimento degli studenti è il miglior grazie per un impegno nuovo e gratificante.

     

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