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AZIENDE SOSTENITRICI

  • Guarda il video di 4 minuti per vedere quanto realizzato.

    In Kenya, la mancanza di assistenza sanitaria, in particolare alla lotta all’AIDS, all’aiuto ai bambini ed agli anziani, richiedeva la realizzazione di una struttura ospedaliera adatta a servire, con altre già esistenti, una popolazione di circa 650.000 abitanti.
    Un progetto ambizioso per il notevole sforzo economico, logistico ed organizzativo. Ma con la solidarietà di molti è diventato possibile: ed ora è realtà.
    Grazie a quelli che hanno contribuito a sostenere questa iniziativa; grazie a quelli che col loro contributo ci aiuteranno a completarla, perché molto rimane ancora da fare.

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  • foto gruppo elettrogenoJPGg ruppo“…abbiamo acquistato il generatore: l’ammontare e’ quello ricevuto da Caritas S.Antonio …”              Così scrive il 5 Marzo Mons. Paiaro.
    Strumento indispensabile di importanza prioritaria individuato dai nostri volontari per rendere operativa la sala operatoria è il gruppo elettrogeno di continuità di 150 KVA. Un progetto la cui importanza non è sfuggita alla Caritas Antoniana che sta seguendo con attenzione e interesse la realizzazione e il completamento dell’Ospedale e che ha direttamente finanziato l’acquisto del gruppo elettrogeno per Euro 25.160,00.
    Grazie a Caritas Antoniana, Mons. Paiaro può dire che è stato compiuto un passo importante e decisivo per il completamento della sala operatoria.

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  • 20150304_155717mod bis20150304_154827bisDue strumenti indispensabili per l’allestimento della sala operatoria ci sono stati assegnati dalla regione Veneto e, imballati dai nostri soci, sono in fase di spedizione per Nyahururu. Un altro passo che ci aiuterà a raggiungere l’obiettivo di rendere funzionante la sala operatoria. Grazie ai tanti piccoli passi, ma tutti egualmente importanti e interdipendenti, potremo vedere realizzato il grande progetto

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  • Cattura3Innumerevoli sono le necessità per avviare un Ospedale, specie in quelle zone disagiate dove manca tutto. Anche procurare un pasto agli ammalati è un problema che va affrontato. Un grande contributo per la sua soluzione è stato dato dalla UNOX di Cadoneghe che ha donato un forno elettrico.
    Grazie a questa azienda, specializzata nella produzione di forni per grandi comunità, la preparazione di pasti per i degenti potrà cominciare. Un altro importante traguardo è stato raggiunto.
    Un ringraziamento ai titolari ing. Franzolin, da parte nostra e da parte del Vescovo Paiaro, che ha voluto il progetto Ospedale.

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  • baro 2-Grazie al contributo di euro 40.000 che la Regione Veneto ci ha confermato, dimostrando la sensibilità a realtà drammatiche, potrà avviarsi il nostro progetto di aiutare i gruppi femminili nella regione del Guera-Ciad, nelle attività orticole. Potremo così fornire alle donne, che sono rimaste sole a coltivare gli orti, un aiuto per migliorarne la produzione con l’acquisto di mezzi idonei, insegnare loro a produrre ed utilizzare il compost, costruire canali/fossati per la raccolta e il mantenimento dell’acqua, realizzare impianti di irrigazione a goccia, e ottenere così il miglioramento in quantità e qualità della produzione di ortaggi. Infine realizzare recinzioni metalliche di confine degli orti per protezione contro gli animali vaganti evitando che questi possano distruggere la produzione.
    Obiettivo: dare alle famiglie una opportunità di crescita e infondere una metodologia cooperativa con la creazione di gruppi per l’acquisto di sementi, lo scambio dei prodotti finali e la loro commercializzazione.
    I prodotti dell’orto permettono così alla donna di nutrire la famiglia, migliorando di molto il tenore nutritivo del cibo, mentre il ricavato della commercializzazione l’aiuterà a far fronte agli altri bisogni della famiglia.
    baro 6-legumi

     

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  • 20141110_102932Dicembre 2014
    Individuare le priorità per organizzare e rendere operativa la sala operatoria dell’Ospedale di Nyahururu. Questa la mission dei nostri 3 volontari appena rientrati: il dott. Franco Meduri, chirurgo; Ferdinando Schiavon, tecnico di apparecchiature elettro-medicali; geom. Giacomo Padoan, direttore lavori. Nell’incontro tra il consiglio direttivo e i volontari che hanno toccato con mano le problematiche della realizzazione, è stato individuato come primo obiettivo l’acquisto di un gruppo elettrogeno di 150 KW, premessa indispensabile per provvedere poi all’acquisto e al funzionamento delle attrezzature elettromedicali necessarie. In questa direzione l’associazione si sta impegnando per una raccolta di fondi.
    Un grande impegno organizzativo, che ci vede confrontati ogni giorno con nuove difficoltà da superare. Un impegno finanziario crescente che ha bisogno della solidarietà e dell’aiuto concreto: solo con la sensibilità di molti il nostro progetto potrà realizzarsi.
    20141111_12095020141110_13011020141113_17344020141113_173500

     

     

     

     

     

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  • foto 29ridVerificare la logistica e quanto necessita per approntare l’allestimento della sala operatoria, è la mission per cui sono partiti il dott. Franco Meduri, chirurgo, Ferdinando Schiavon, tecnico di apparecchiature medicali e il geom. Giacomo Padoan, direttore lavori. Li raggiungerà un container con: un ecografo acquistato con parte del lascito Novellati, un ecotomografo avuto dalla Regione Veneto, un microscopio donato dal dott. Franco Meduri, ferri chirurgici donati dal prof. Domenico Bottecchia.
    A piccoli passi, ma con costanza il nostro progetto si sta realizzando.

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  • cenut_03_jpg[1]Ricevuto dalla C.E.I. la prima tranche di 20.000,00 euro sul totale del progetto approvato di euro 33.988,00. Come sottolinea la C.E.I. “ i fondi provengono dalla fiducia del Popolo Italiano che destina l’otto x mille del gettito complessivo IRPEF alla Chiesa Cattolica”. La destinazione dell’otto x mille a un ente o associazione benefica è un modo semplice che se usato con intelligenza ci consente di essere tutti dei benefattori.
    Con la costruzione di un Centro di formazione si possono avviare corsi di alfabetizzazione e formazione per consentire alle giovani donne di imparare a gestire meglio la famiglia nell’ambito igienico-sanitario, nutrizionale, dell’economia domestica. Le due sale polivalenti realizzate presso il Centro serviranno per attività di alfabetizzazione e per incontri di educazione igienico-sanitaria, di salute materno-infantile, di puericultura, economia domestica, cucina ed educazione nutrizionale, orticoltura e allevamento, per dare una formazione “globale” a ragazze (future spose e future madri) e giovani donne, offrendo loro anche qualche input per l’avvio di piccole attività (i capi d’abbigliamento confezionati potranno essere venduti nei mercati locali). Il centro sarà costituito da: 1) Il Blocco delle aule (2 sale polivalenti per le attività di alfabetizzazione, di formazione teorica e pratica, un ufficio-magazzino; 2) il Blocco del dormitorio ( 3 stanze per ospitare le ragazze provenienti dalle zone più remote per offrire loro la possibilità di mangiare e dormire in loco; 3) il Blocco servizi; 4) un pozzo dotato di pompa.

    “Chi educa un bambino educa un uomo. Chi educa una bambina educa un popolo.”

     

     

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